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The Guardian Devil
parte I - The
New Redeemer
di
CryForTheMoon
Il neonato era avvolto in una vecchia copertina
di lana, non era più bianca come quando era nuova, col trascorrere degli anni
aveva assunto una sfumatura giallastra tendente al beige. Le piccole mani che
lo tenevano erano quelle di una quindicenne, alta e magra, dai capelli castani
che, scarmigliati, le scivolavano scomposti sulle spalle. Il viso giovane era
sfregiato dalla sofferenza del parto, gli occhi nocciola segnati dalla
stanchezza.
Era sola nel vicolo buio, seduta sull’asfalto lurido, immersa nella pozza di
sangue scuro che aveva perso nel mettere al mondo la creatura. Il battito del
suo cuore stava rallentando e il respiro si faceva più flebile col passare dei
minuti. La vita la stava abbandonando lentamente, nessuno si era preso cura di
lei da quando era rimasta incinta. Anzi, i genitori l’avevano mandata in una
casa d’accoglienza lontano dalla sua città, adducendo come scusa per i
curiosi, che era rimasta vittima di una rara malattia. Non avevano accettato
per niente che la loro unica figlia fosse rimasta incinta così giovane, tanto
più che lei continuava a giurare di essere ancora vergine e che nessun ragazzo
l’aveva mai toccata. In effetti, la storia faceva acqua da tutte le parti,
c’era stata solo una donna alla quale era accaduto una cosa simile duemila
anni fa, ed era altamente improbabile che la cosa potesse ripetersi.
La ragazza strinse il fagottino silenzioso contro il petto, le forze la
stavano lasciando e presto non sarebbe più stata in grado di tenerlo fra le
braccia.
Si guardò intorno, il vicolo era deserto, nessuno dei responsabili della casa
si era accorto della sua fuga e, quindi, nessuno l’aveva seguita. Ora si
pentiva del gesto sconsiderato, aveva condannato a morte se stessa ed il
piccolo.
Chiuse gli occhi affaticati, il respiro sempre più debole.
Una presenza quasi impalpabile comparve davanti a lei, guardò con gli occhi
luccicanti le due figure. Prese consistenza nell’aspetto di un giovane uomo,
incredibilmente bello, con i folti capelli neri che incorniciavano il viso
diafano. Si chinò sulla ragazza e mormorò alcune parole, lei emise un profondo
sospiro nell’istante in cui la vita l’abbandonava.
Prese l’involto che lei teneva stretto tra le mani, ormai fredde, e guardò il
viso del bimbo rimanendone affascinato. La pelle era bianca come alabastro, i
capelli finissimi sembravano ambra, gli occhi erano di un azzurro cupo che
sfiorava l’indaco.
“Finalmente, sei tornato. La Fine dei Giorni è iniziata e, cosa incredibile,
sei nelle mie mani.” Lucifer strinse forte il neonato contro il petto, si
guardò intorno ma nessuno si era presentato a reclamare il Nuovo Redentore.
“Bene, piccolo. Siamo stati fortunati, se ti avessero trovato loro, non
saresti vissuto così a lungo.”
Si incamminò verso l’uscita del vicolo, lasciando il corpo senza vita della
ragazzina, nascose il piccolo all’interno della giacca di pelle e montò sulla
moto.
Rombando, attraversò la città addormentata, fino al suo rifugio, una spoglia
camera di motel in periferia.
Dall’alto dei grattacieli decine di occhi seguirono i suoi movimenti. Erano
figure imponenti, alte e dai lunghi capelli di un biondo argentato, fini come
ragnatele, i visi di una bellezza ultraterrena che parevano scolpiti dalla
mano di un’artista. Ma il loro cuore era duro come pietra, nonostante
l’umanità li chiamasse Angeli Custodi.
+++ +++ +++
Il vento soffiò improvviso e impetuoso, scuotendo con forza i rami degli
alberi che circondavano il motel. Fece dondolare l’insegna al neon che
indicava che c’erano ancora camere libere, giocando con le ombre che la luce
gialla gettava sul selciato.
Le nuvole grigie oscurarono la faccia della luna e la notte divenne come pece
appiccicosa, nascondendo nelle tenebre più profonde le creature che si stavano
avvicinando silenziose alla camera.
Un lampo accecante, bianco, illuminò a giorno il piccolo ambiente, lasciando
Lucifer abbagliato dalla luce. Rimase per qualche minuto con gli occhi chiusi,
abbacinato, senza riuscire a vedere né a capire cosa fosse accaduto. Quando
finalmente fu in grado di vedere, il cuore gli balzò in gola.
Il letto ove si trovava era circondato da mezza dozzina di Amesha, tutti alti
e grossi, con gli occhi di tenebra azzurrina che lo fissavano, i volti così
simili l’uno all’altro che era impossibile distinguerli.
Uno di loro si avvicinò alla sponda del letto e lo afferrò per i polsi
trascinandolo fuori dalle coperte, lo strinse impietoso con le mani enormi,
lasciandogli segni scuri sulla pelle delicata.
Lucifer cercò di divincolarsi, ma ottenne solo di essere afferrato anche da
altre mani che lo tennero a bada, senza tanti complimenti.
Lasciò che le sue labbra esalassero un sospiro, mentre si voltava a guardare
il fagottino accanto al suo cuscino, nel letto disfatto. Un moto di
preoccupazione afflisse il suo bel volto, aggrottò le sopracciglia fini e ben
curate, e strattonò con tutta la forza che aveva cercando invano di liberarsi.
Naturalmente il tentativo non servì a nulla, se non a procurarsi nuovi lividi
e qualche risata di scherno da parte dei suoi aguzzini.
“E’ inutile che ti agiti, piccolo diavolo.” disse una voce cristallina.
Lucifer sollevò il viso e scrutò la stanza, oltre le facce tutte uguali, per
vedere a chi appartenesse quella voce dal tono così musicale.
Raphael si fece avanti, in tutto il suo splendore, abbigliato della
magnificenza del Cielo, con un’espressione che tradiva il piacere che provava
nel vedere il suo acerrimo nemico prigioniero.
“Pensavi, forse, che non ti tenessi d’occhio? Che non fossi al corrente di
quanto sta accadendo nel mondo?” si avvicinò al ragazzo fino ad accarezzargli
il volto con mano tremante. La pelle liscia e vellutata gli procurò strane
sensazioni, sembrava quasi di toccare la seta più pregiata, lasciò che un
brivido proibito percorresse la sua spina dorsale. Socchiuse gli occhi,
assaporando per un istante il piacere che gli aveva procurato quel contatto.
“Ma passiamo ad altro, sono venuto per Lui.” L’arcangelo indicò il neonato sul
letto sfatto, seminascosto dalla vecchia copertina ingiallita. Si avvicinò al
giaciglio e prese tra le mani il fagottino silenzioso, lo portò al petto e
guardò il visino bianco: il bimbo stava dormendo e nulla di quanto stava
accadendo nella stanza sembrava disturbarlo.
“Che intenzioni hai, Raphael?” chiese Lucifer con voce atona, benché
immaginasse già la risposta.
“Oh... bè, non possiamo lasciare che questo piccoletto porti a termine il suo
compito. Sarebbe terribile, per tutti noi.” Cullò il corpicino, dondolando
avanti e indietro, un lieve sogghigno deformò la bella bocca dalle labbra
sottili, “Il Nuovo Redentore non vedrà l’alba di domani, tutto deve rimanere
come è ora. Questa umanità non può... non DEVE essere salvata.”
“Credevo di essere io il cattivo della situazione,” mormorò Lucifer guardando
la figura ammantata di cielo, “evidentemente mi sbagliavo.”
“Ma io... non sono cattivo, diavoletto.” Rispose Raphael, improvvisamente
serio, “è per il bene supremo che devo fare questa cosa. Lui non vuole che gli
uomini aprano gli occhi e vedano le menzogne che duemila anni di
evangelizzazione hanno creato.”
“La cosa non cambia, Raphael. Sei disposto ad uccidere un innocente, a
nascondere la verità, pur di non perdere ... che cosa? Le ali, la tua bella
nuvoletta in cielo? Le schiere dei tuoi accoliti?” Lucifer sputò ai piedi
dell’arcangelo e la sua saliva sfrigolò sul pavimento di linoleum, quasi fosse
acido.
“Lo faccio solo per Lui, per me non chiedo niente, se non contemplarlo fino
alla fine del tempo.”
“Sei lo stesso un bastardo.” Il ragazzo strattonò ancora una volta, ricevendo
in cambio un colpo nelle reni che lo fece cadere in ginocchio, gemendo di
dolore.
“Questa conversazione sta diventando noiosa. Tu stai diventando noioso. Ma non
preoccuparti, dopo aver concluso questo lavoretto, ho già un idea su come
trascorrere i giorni a venire ...” Raphael si passò, lascivo, la lingua rosea
sulle labbra, pregustando quello che avrebbe potuto fare col suo prigioniero,
e non erano torture dolorose quelle che aveva in mente, anzi, stava
immaginando tutte le cose proibite che avrebbe potuto operare sull’avvenente
corpo di Lucifer.
“Dunque, rimane solo questo piccolo particolare e poi la storia sarà finita.”
L’arcangelo sollevò davanti a sé il neonato e iniziò a stringere le dita
intorno alla piccola gola, ci sarebbero voluti pochi istanti per toglierli la
vita.
Il bambino si agitò nella sua stretta, si mosse inquieto, aprì gli occhi
indaco e iniziò a sfaldarsi, quasi fosse stato una bambola di creta. In pochi
secondi, rimasero solo frammenti e poi nemmeno più quelli, dalle dita di
Raphael filtrava polvere sottile che andava ad accumularsi sul pavimento.
“Un simulacro!” gridò furibondo, scrollandosi di dosso gli ultimi residui
della polvere grigia.
Una risata sommessa riempì la stanza, Lucifer non riuscì a trattenersi, gli
occhi brillanti come cristalli si fermarono sul volto distorto di Raphael,
godendosi l’espressione furente e al contempo sorpresa.
“Maledetto!” ruggì Raphael avventandosi contro il ragazzo. Lo sollevò senza
sforzo, gli afferrò i capelli e, con violenza, li tirò indietro in modo da
guardare da vicino il viso sorridente di Lucifer.
“Te la farò pagare cara, diavolo.”
“Non credo, mio caro. Per lo meno non ora.” Lucifer lasciò che il sorriso gli
scoprisse i bianchi denti appuntiti. “Io non sono un diavolo qualunque, sono
il Principe degli Inganni e tu, mio caro, sei il grasso pesce che è caduto
nella mia rete.” Il sorriso divenne un ghigno, poi tutta la sua figura perse
di consistenza e tra le mani dei suoi carcerieri rimase solo fumo nero e un
forte odore di zolfo.
Raphael gridò maledizioni che nessuno uomo aveva mai udito, persino gli Amesha
che lo accompagnavano si tapparono le orecchie con le mani, per non rimanere
feriti dagli improperi che la bocca dell’arcangelo infuriato vomitava. Con un
gesto stizzito, sparì in un lampo di luce, seguito dai suoi accoliti,
lasciando la stanza nel buio più totale.
La carta da parati che decora la parete si gonfia e si tende improvvisamente,
prendendo la forma di un profilo umano. La figura spinge con le mani finchè la
carta si strappa lasciando aperto un varco.
Silenziosamente, entra nella stanza, ha visto e sentito tutto, ma ancora non
riesce a credere al fatto di cui è stato testimone. L’arcangelo Raphael,
maestro della virtù, e suo fratello di spirito coinvolto in un complotto che
porta alla morte il Nuovo Redentore.
Lucifer, signore degli Inferi, che salva il neonato e pone l’inizio della Fine
dei Giorni
Gabriel si fece avanti nella stanza, ancora odorosa di zolfo, e si chinò sul
cumulo di polvere grigia che aveva dato sembianze al bambino. La toccò con le
dita, sentendo il pizzicore della magia che si stava dileguando. Lucifer era
stato molto furbo, mentre tutti erano lì, in quella anonima stanza, lui e il
bimbo si erano allontanati furtivamente e chissà dove si trovavano, al
momento. La ricerca si presentava difficile e avrebbe dovuto agire di
nascosto, non poteva correre il rischio di farsi scoprire dagli altri,
specialmente ora che aveva scoperto il loro complotto segreto.
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