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I figli del buio parte V di Gyh
POW NARRATRICE
Ka... Kaede? – un tremulo sospiro, una domanda impellente. Il moro aveva sollevato completamente la maglia di Hanamichi e gli stava baciando lo sterno con delicatezza, solo con tocchi fugaci delle labbra. Dopodiché puntò improvvisamente verso un capezzolo, prendendolo tra le labbra e cominciando a morderlo piano e a succhiarlo, facendo emettere rochi gemiti al rossino sotto di lui, che si contorceva, affondando le dita nei suoi capelli neri. Che cosa c’è, Hana? – gli chiese il volpino, con tono altamente malizioso, interrompendosi per un attimo, prima di riprendere a leccare con dolcezza il capezzolo roseo e duro del rossino, che emise un piccolo lamento. Non... non sono tranquillo... – disse Hanamichi, sforzandosi di non ansimare in quel momento. In fondo gli stava dicendo qualcosa d’importante! Non si sentiva al sicuro, non si sentiva protetto. Anche se era tra le braccia di Kaede, di quel Kaede che gli stava donando sensazioni fantastiche... si sentiva inquieto, come se da un momento all’altro tutto potesse scomparire. Kaede sospirò, sdraiandosi a fianco di Hanamichi. Che cosa c’è? – gli chiese, scostandogli una ciocca di capelli dalla fronte. Non lo so... ho una brutta sensazione... io... – tentò di spiegare il rossino, senza successo. Come poteva spiegare bene ciò che non capiva nemmeno lui?! Kaede sospirò per l’ennesima volta. Che idiota. Non poteva certo fare l’amore col rossino in quelle condizioni. Tanto per cominciare non era giusto nei suoi confronti, visto che non era nemmeno del tutto cosciente. E poi doveva essere ancora scosso per la visita da Najka. Ho capito. – disse, alzandosi in piedi - amore, io torno subito, ok? Non preoccuparti, sarò qui tra pochissimi minuti... va bene? poi tornerò immediatamente da te. Va bene. – mugugnò il rossino. Kaede gli posò un bacio sulla fronte e si allontanò da lui per andarsi a “calmare”. Come poteva stringere Hanamichi, assaporare la sua pelle, bearsi dei suoi gemiti senza poi doversi sfogare?! Era una vera tortura...
Non appena ebbe disceso le scale si trovò davanti Najka ed Enlil che gli correvano incontro trafelate. Che diavolo ci facevano in casa sua?! Kaede! Tu e Hana dovete, scappare, presto! – gli urlò Enlil, scotendolo per le spalle. Ma che state...? – tentò di chiedere il moro, confuso. Perché lui e il suo do’aho dovevano andarsene? Non ce n’era motivo... Ma dovette ricredersi quando dalle finestre cominciarono a fare irruzione decine di stregoni. Vestiti di bianco. Incisioni dorate sulle vesti. I Dominatori della Luce. Sendo!
Hana: questo film l’ho già visto... Ru: -__-||||
Hana! – invocò Kaede, lanciandosi verso le scale per andare dal suo amante. Ma venne prontamente bloccato da tre stregoni, che gli sbarrarono la strada, puntandogli le dita rese luminose dagli incantesimi che stavano per lanciare, alla gola. E’ troppo tardi per Sakuragi, Rukawa. – gli disse Koshino, comparendo dinnanzi a lui. Toglietevi... – mormorò Rukawa, la voce sepolcrale. Come? – chiese Koshino, che non aveva sentito bene. Kaede alzò lo sguardo su di lui e sugli altri stregoni che lo fissavano confusi. Rukawa aveva gli occhi azzurri? Ma quando mai... VI HO DETTO DI TOGLIERVI DALLE PALLE!!! – urlò Rukawa, liberando il proprio potere. I quattro stregoni fecero un volo, sbattendo con le schiene contro la parete e ricadendo privi di sensi a terra. Kaede si lanciò su per le scale, verso la camera di Hanamichi, mentre sentiva i rumori della battaglia tra Enlil e Najka contro gli altri. Beh, tanto erano le due più potenti del gruppo... potevano anche cavarsela da sole!
Gyh: INGRATO!!! Se le mie pucce si fanno male guai a te! o meglio... guai ad Hana. Hana: O___O|||
POW SENDO
Sei bellissimo, Hana. me lo ripeto ogni volta che ti vedo. Ti guardo, sdraiato sul letto di Rukawa, lo sguardo angosciato. Beh, è ovvio, tu vuoi me, non lui... anche se ti ha rapito. (Le cose non stanno esattamente così... NdRu) Ciao, tesoro... – lo saluto, chinandomi su di lui, che mi fissa con gli occhi sgranati. Sembra... terrore? Ma no, perché dovrebbe temermi? – Sono venuto a liberarti. Vattene... – sussurra il mio piccolo rossino, cercando di allontanarsi quanto può da me. Ma che sta facendo? – Vattene! Esci da qui! Kaede! Kaede! Maledizione, che sta facendo questo cretino?! Prendo un fazzoletto dalla mia tasca e glielo premo sul naso e sulle labbra. Lui mi fissa terrorizzato, prima di cadere in un sonno artificiale. Dormi bene, piccolo caro. Quando arriveremo al mio palazzo... sarai mio.
POW RUKAWA
Kaede! È la sua voce che mi chiama, è terrorizzato, ha paura! E mi cerca, mi chiama... Spalanco la porta della mia camera. Sendo ha preso in braccio il mio amore addormentato e sta per uscire dalla finestra. Lascialo andare... – gli intimo, minaccioso. Che cosa puoi comandarmi, tu? Ormai la tua dimora è infestata dai miei compagni... – mi fa notare lui, ironico. Bastardo. È vero. Ma se spera che gli lascerò prendere Hana senza fare niente si sbaglia di grosso! Lascialo andare. Oh, da che pulpito. Guarda che eri tu a tenerlo prigioniero qui... l’ho visto lo sguardo angosciato che aveva, sai? Non puoi capire, Sendo. Adesso lascialo e vattene. Tu non potrai mai renderlo felice. – gli dico. Ah no? – ribatte lui, calmo – Beh... lo scoprirò presto... Kaede... Il sussurro di Hanamichi ci distoglie dalla nostra discussione e entrambi puntiamo lo sguardo sul suo viso, sul quale sta scendendo una lacrima silenziosa. L’espressione di Sendo diventa furiosa, il viso gli diventa rosso dalla rabbia, un parossismo di furia. Rabbrividisco. Non ho mai visto Sendo in queste condizioni. Dio... credo che sarebbe perfino capace di uccidere Hanamichi, in queste condizioni, se non peggio... non posso lasciarglielo prendere... Sento la porta alle mie spalle che si spalanca... no...
POW NARRATRICE
Rukawa venne colpito alle spalle da un incantesimo senza che potesse nemmeno rendersi conto di essere sotto tiro, sotto il ghigno sadico di Akira, che accarezzava distrattamente il corpo del rossino tra le sue braccia. Già due dominatori della luce stavano cominciando a legare Rukawa che, per la forza del colpo, era caduto in avanti, svenuto, ma furono prontamente interrotti da Enlil e Najka, che fecero irruzione nella stanza, i vestiti spiegazzati, i capelli scarmigliati, rosse in volto per lo sforzo. Akira capì subito l’antifona. Maledizione, cosa ne sapeva lui che c’erano anche quelle due guastafeste?! Essendo le due streghe più forti di tutto il Giappone – e probabilmente anche di molte altre nazioni – avevano steso già tutti i suoi sottoposti. Poco male. Prese un sacchetto di polvere dalla propria veste e lo slacciò. Se ne verso un poco sulla fronte, velocemente, tenendo stretto il rossino. Najka ed Enlil capirono subito che cosa stava per accadere e scattarono in avanti per impedire a Sendo di scappare, ma era troppo tardi. Sendo e Hanamichi si erano volatilizzati in un accecante bagliore bianco. Najka... che cosa gli farà? – chiese Enlil, sconsolata, fissando il punto in cui erano appena scomparse le due figure. Secondo te? – rispose con un sospiro l’altra, passandosi una mano sulla fronte. È meglio se medichiamo Kaede... che cosa gli diremo? – gemette Enlil, chinandosi a sollevare il moro per le spalle. La verità. – rispose semplicemente Najka – Ho chiamato altri compagni... saranno qui a momenti. Intanto abbiamo decine di ostaggi... li baratteremo come scambio per Hanamichi. E credi che accetterà? – chiese Enlil, scettica. Najka sospirò. Non ne era molto convinta nemmeno lei. Appena entrate entrambe non avevano potuto ignorare lo sguardo folle di Sendo. Sembrava davvero pazzo... che cosa avrebbe fatto al povero rossino?
Hana: è quello che vorrei sapere anch’io... è__é Gyh: ^^ non guardarmi così, Hana... Ru: io ti uccido... è__é Akira: me lo fai violentare?? eh?? Eh??? ^_____^ Gyh: --__--||| zigh...
POW HANAMICHI
Quando apro gli occhi sento un dolore soffuso alla testa. Non fa tanto, male, però sono intontito... Dove sono? Mi alzo a sedere. Sono completamente nudo. Sono su un letto. Un letto matrimoniale a baldacchino... tutto bianco, completamente... seta bianca e oro... Mi guardo intorno. Questa stanza è molto grande, lussuosa... dove cavolo sono? Dov’è Kaede?! Kitsune... – chiamo, piano. Nessuna risposta. Kitsune! – chiamo ancora, con voce più forte. Finalmente la porta si apre. Ma il mio sollievo svanisce completamente quando vedo che la persona che entra non è affatto Kaede. È Sendo. È Akira Sendo. Ti sei svegliato, cucciolo! – mi saluta sorridendo come se niente fosse – Come va? Dov’è Kaede? – gli chiedo, immediatamente. Osservo con orrore il suo viso trasfigurare completamente. Diventa una maschera di furia per qualche attimo, prima di ricomporsi e tornare al solito sorriso. Non pensare a Rukawa, cucciolo... lui non è qui... Quindi... – risponde Sendo, sedendosi accanto a me sul letto e prendendomi una mano tra le sue – Che ne diresti di cominciare da dove eravamo rimasti? Lo dice con voce suadente, mentre le sue dita mi percorrono il braccio. Mi affretto a ritrarmi, disgustato. Perché fingi, Hana? tanto lo so che mi desideri... – dice, avvicinando il volto al mio. NO!!! – grido, allontanandolo bruscamente con una spinta – Ridammi Kaede! Vattene! Mi fissa gelidamente per qualche attimo, prima di alzarsi e uscire dalla stanza. Ma prima di chiudersi la porta alle spalle mi lancia un’occhiata fredda e decisa e mi promette: Vedrai, Hana. Sarai mio. Non appena la porta si chiudo affondo il volto nel cuscino e comincio a piangere.
POW RUKAWA
Maledizione! – impreco. Hanamichi è stato rapito da Sendo... che cosa può fargli, quel disgraziato. Dobbiamo andarlo a riprendere subito! – urlo, rivolto a Enlil e Najka. E dove? Dobbiamo interrogare gli ostaggi... se non parleranno useremo il filtro della verità, ma ho appena cominciato a prepararlo. Ci vorrà del tempo, lo sai. – spiegò Najka, calma. PORCA PUTTANA, DEV’ESSERCI UN MODO!!! Non pensavo di poter mai essere tanto infuriato. Me l’ha portato via! Ho lasciato che Hana venisse rapito... E gliel’avevo promesso... gliel’avevo giurato... che non l’avrei mai lasciato... ACCIDENTI A ME E ALLA MIA VOGLIA DI SCOPARLO!!! Se non fossi un maniaco non avrei avuto bisogno di andarmi a... a sfogare! E adesso... e adesso Hanamichi è disperso chissà dove con un maniaco che lo vuole violentare... Se Sendo dovesse impazzire... e chiedere ad Hana di... collaborare... – calco bene sull’ultima parola, perché sia Enlil che Najka capiscano cosa intendo – minacciandolo... lui cosa...? È difficile da dire. Lontano da te... credo che non riuscirà nemmeno a parlare o a muoversi senza che qualcuno lo forzi a farlo. – gli spiegò cautamente Enlil, fissandolo negli occhi, dispiaciuta. Maledizione! Farà tutto ciò che gli viene ordinato? – chiedo ancora. Da una parte mi fa male, questo pensiero... odio l’idea che Hanamichi possa fare qualcosa con Sendo... ma se non lo facesse, se continuasse ad opporsi... allora Sendo gli farebbe di peggio. Ho visto la follia nel suo sguardo. Gli farà del male. Non credo, Kaede. Il suo istinto di elfo non gli permetterebbe di donarsi spontaneamente a qualcun altro. – scuote la testa Najka. Impreco di nuovo e stringo i pugni. Hana... dove sei?
POW SENDO
Sono sinceramente sorpreso. Che cosa sta succedendo ad Hana? dovrebbe amarmi, ringraziarmi, dovrebbe agognare la mia presenza e i miei baci... e allora... che cosa sta succedendo? Credo che Rukawa gli abbia fatto qualche incantesimo per allontanarlo da me... e per legarlo a sé! Ma non ci riuscirai, Rukawa... non sarai tu a vincere! Sono io il numero uno e lo dimostrerò a te e ad Hana! Hana sarà mio!
POW NARRATRICE
Hanamichi smise di piangere solo un’ora dopo quando, stanco, si era addormentato tra le proprie lacrime. In quel momento entrò di nuovo, nella stanza, Akira Sendo. Sorrise malizioso, nel vedere Hanamichi. Era steso sul letto, sotto le coperte, completamente nudo, come l’aveva lasciato. Ma le lenzuola gli lasciavano scoperte le spalle e la schiena, nascondendo parzialmente la curva dei fianchi. E quell’espressione così tenera e innocente, mentre stringeva il cuscino come un orsacchiotto, le guance ancora umide e il volto arrossato. Akira era andato da lui per un buon motivo. Doveva parlare con Hanamichi. Cucciolo? – lo chiamò, dolcemente, scostandogli una ciocca di capelli dalla fronte. Mmh... – mugolò irritato il rossino, scostando il volto. Tesoro, apri gli occhi, svegliati... – gli mormorò all’orecchio. Hanamichi socchiuse le palpebre, l’espressione confusa che si tramutò in terrore quando realizzò chi fosse stato a destarlo. No! – urlò, senza apparente motivo, spingendolo via e allontanandosi immediatamente. Hana... calmati, piccolo, voglio solo parlare... – lo tranquillizzò, tentando di sorridere. Parlare...? – chiede Hanamichi, in un sussurro incerto. Akira gli sorride rassicurante e annuisce. Solo parlare. Il rossino sospira di sollievo, senza però avvicinarsi. Vedi, io e te dobbiamo analizzare una certa questione. – esordì Sendo – Allora... io voglio te, Hana. e tu sei qui. E... non ti lascerò andare. Cosa... Tu sei mio, Hana. Vedi di capirlo in fretta. Il tono di voce di Sendo e la sua espressione sono completamente cambiati. Severo, deciso, minaccioso. No... non sarò mai tuo! – urla Hanamichi, arrabbiato, l’ira accresciuta dal terrore. Ti ha mai preso, Rukawa? È entrato dentro di te? – gli chiese Akira, senza abbandonare quell’espressione minacciosa. Il moro prese il rossino per i polsi, intrappolandoglieli con una mano e si spostò tra le sue gambe allargate. Ti ha posseduto, Hana? – gli chiese ancora. Hanamichi tratteneva a stento le lacrime. La voce non gli usciva dalle labbra. Che cosa doveva rispondere? Se gli avesse mentito, dicendogli che l’aveva già preso si sarebbe infuriato e l’avrebbe violentato? Oppure l’avrebbe trovato meno allettante e l’avrebbe lasciato stare, almeno per il momento? Senza sapere cosa rispondere, deglutì e rimase in silenzio. La mano libera di Sendo, allora, scese lungo il suo corpo, arrivando velocemente alle natiche del rossino, che si agitò e si contorse sotto di lui, tentando di liberarsi. Stai fermo, se non vuoi che mi arrabbi. – gli ordinò il moro, glaciale. Senza aspettare oltre affondò due dita dentro l’apertura del rossino, che si tese con un lungo lamento di dolore. Akira lo massaggiò ancora per qualche secondo, con forza, senza dolcezza, prima di estrarre finalmente le dita dal suo corpo, lasciandolo libero di chiudersi in sé stesso in posizione fetale. Bene. Noto che sei ancora vergine. – osservò Akira, guardandolo distrattamente, mentre singhiozzava disperatamente – Tornerò presto a farti visita. E ti farò capire che sei mio. Detto questo si alzò dal letto e uscì dalla stanza, senza voltarsi né tentare di consolare il rossino, che continuò a piangere ancora per ore, prima di sprofondare di nuovo nel sonno.
Sognò che Kaede era con lui e che si stavano abbracciando sul suo letto. Kaede gli baciava la fronte e gli accarezzava i capelli, dolce, tenero... Tornerò a prenderti presto, Hana... prima di allora... non concederti a nessuno. Va bene? Gli aveva detto il Kaede del sogno. E nel sogno Hanamichi gli aveva giurato eterna fedeltà e amore incondizionati.
Quando si era svegliato era sempre sdraiato sul letto. Però era vestito. Osservò con curiosità gli abiti sconosciuti che indossava. Una camicia aderente e trasparente aperta fino all’ombelico color bordeaux e un paio di pantaloni neri fascianti. “Stupido porcospino hentai...” pensò, prima di abbandonarsi di nuovo sul letto, sdraiato sulla schiena. Kaede... – mormorò, tristemente. Non sapeva cosa fare, cosa dire, come comportarsi. Solo alzarsi gli sembrava un’impresa disperata e ardua. Cosa poteva fare senza il suo volpino accanto?
POW RUKAWA
Maledizione... come starà Hana? Enlil ha detto che c’è un modo in cui gli elfi come Hana restano fedeli. Sognano la persona che amano che gli fa giurare di non concedersi mai. È questo che succede quando se ne allontanano. Najka ha aggiunto che probabilmente Hana l’ha già sognato e che difficilmente si lascerà toccare da qualcun altro. Dov’è il mio Hana? E se provassi ad estorcere le informazioni dai prigionieri con le torture? No... probabilmente non servirebbe. E comunque non sono certo tanto inumano. Forse... - Se stai pensando di torturare i Dominatori della Luce scordatelo! – mi ammonisce subito Enlil, in piedi dietro di me, facendomi sobbalzare. Noto una figura bassa e immensamente inutile far capolino dietro Enlil. Ecco, diglielo Enlil-chan! – dice l’orrendo essere. Gyh... ma perché non mi lasci in pace...? – sospiro, esausto. Gyh ormai è il mio peggiore incubo. Non dimenticherò mai i momenti in cui mi sono accorto delle telecamere che aveva messo nel mio bagno, nella doccia, nella mia camera da letto... è una persecuzione!
Ru: -__- posso accettare Najka... posso tollerare Enlil... MA A TE NON TI CI VOGLIO!!! Gyh: ç___ç perché mi tratti cosìììì??? Hana: -__- Akira: sorellina cara, converrai con me che ha i suoi motivi... Ru: ben detto! Non fai che scrivere PWP senhana! Gyh: ma cosa ci posso fare! È facile, veloce e mi permette di sfogare tutta la mia hentaiaggine! Akira: ^___^ giusto! Hana: ç____ç
Ma come??? – s’indegna l’inutile essere. In realtà il suo vero nome è sconosciuto. Gyh sta per Genio Yaoi Hentai, in nome di tutte le porcate che scrive, delle riviste porno che legge, dei film che vede... essa è una minaccia per l’umanità stessa...
Gyh: ehi!! >__< Ru: guarda che sei tu che scrivi!!!
Lasciatemi in pace. – dico alle due streghe, freddamente, prima di allontanarmi da loro.
POW NARRATRICE
è messo male, eh? – sospira Enlil, incrociando le braccia al petto. Già... – concorda Gyh. È ovvio. – commenta Najka. Le altre due sobbalzano, non avendola notata. Da dove spunti? – chiede Enlil a Najka. Questo posto è pieno di passaggi segreti... comunque è ovvio che sia così, gli hanno appena portato via un rossino che se capitasse a me... – stava cominciando Najka, con tono drammatico e teatrale. Perché, tu l’hai già visto?! – si stupì Enlil-chan pucci. Anch’io l’ho visto. – s’inorgoglì l’immondo essere, gonfiando il petto e innalzandosi per tutto il suo misero metro e mezzo e uno sputo.
Gyh: ç____ç Hana: ma se piangi perché te lo dici da sola?! Gyh: ç_______ç Akira: su, su... l’altezza non è tutto... Gyh: SE LO DICI TE NON HA SENSO!!! Ru: l’altezza non è tutto. Gyh: *__* Ru: è molto di più! è__é Gyh: AH SI?! BENE!!! TRASFORMERò ANCHE I FIGLI DEL BUIO IN UNA SENHANA!! Ru: noo, l’altezza non è nulla... e poi se si soffre di vertigini... °__°|||| Gyh: bene.
E come? – chiese Najka. Ho messo delle telecamere nella stanza di Ru... a questo proposito vorrei farvi partecipi di ciò che l’obbiettivo ha raccolto... – disse Gyh, con un sorriso hentai e sbavante, facendo cenno alle due mamme-figlie pucciose e adorate di seguirla.
OWARI cap 5
Hana: ma te ne rendi conto che hai passato più tempo a scrivere siparietti che a scrivere la storia?! Gyh: che ci posso fare??
È così difficile quando Hana non viene violentato... mah. Porrò rimedio
immediatamente *___* Akira: osa, osa... tanto ormai... *__* |