I figli del buio

di Gyh

parte II


 

POW SENDO

 

Che palle questa riunione. Non c’è nulla per cui valga la pena rimanere qui, ma devo farlo. Muoio dalla voglia di uscire, gettarmi giù per le scale di questo palazzo e andare a cercare Hana, in strada, a casa sua, ovunque. Dove è finito? Di certo non può essere stato lui a farmi svenire, era troppo debole, non poteva nemmeno camminare… ma qualcosa è stato di sicuro. O meglio, qualcuno. Qualcuno con una potenza magica discreta per riuscire ad avvicinarsi senza che io me ne accorgessi. Qualcuno che tiene ad Hana. Qualcuno che sa dov’era.

Potrebbe essere Rukawa. Certo. Potrebbe. Dovrei fare delle indagini, ovviamente, ma che io sappia l’asso dello Shohoku non pratica magia. (Ehi, l’asso dello Shohoku sono io! NdHana) (Ehm… ma certo, tesorino… adesso vieni qui da papà Aki… NdSendo) dovrò fare delle accurate ricerche.

Riporto la mia attenzione sull’uomo che sta parlando al centro della stanza. Il clan dei figli dei buio, i nostri avversari, si sta facendo sempre più forte e potente e contravviene alle giuste regole che noi abbiamo diffuso in tutto il mondo. Quindi bisogna attaccare, minacciare… eccetera. Niente di nuovo.

Mi sto rompendo.

Cavolo, stavo per farmi Hana, stavo per scoparmi la scimmietta rossa più sexy del mondo! Destino amaro e tristo, come hai potuto farmi questo?! >__<

Uffa.

Avverto con maledetta chiarezza un gomito altrui che mi si pianta in un fianco. Mi volto per controllare chi è il maledetto che ha osato e mi trovo davanti allo sguardo di rimprovero di Kosh. Gh… detesto quando mi guarda così, mi fa sentire imperfetto, marcio dentro… e io sono la perfezione in persona! (ma fammi il piacere… NdRu) (cioè? NdSendo) (Suicidati. NdRu) (Non dire così ad Akira Pucci! >____< Ndautrice) (ma… sarò hentai, ma… non sono narcisista fino a questo punto…! ç___ç NdSendo) (beh, ma mi serviva per la trama… Ndautrice) (perché, c’è perfino una trama??? NdRu) (No, non ci credo! E qual è?! NdHana) ( hanamichi e Rukawa muoiono entrambi di polmonite atipica, se continuate così!!! è___é NdAutrice)

E visto che io sono perfetto e anche Hana lo è, me lo devo scopare! È un ragionamento ovvio e logico! ^_____^

Tanto per cominciare, domani andrò a prenderlo a scuola, così lui potrà guardarmi con quei grandi, splendidi occhioni e mi dichiarerà il suo amore incondizionato. Dopodiché, potrò farmelo. Perfetto, ora ho ritrovato il buonumore.

Hiro mi sta fissando con i soliti occhi fiammeggianti e accusatori. Fa un po’ paura, visto così… °_____°||| ma che importa?

Tanto lui non sa che domani mi farò Hana! e quindi non può impedirmelo!

Aah, come sono felice! ^_____^

Ah, mio caro Hana, ci vedremo domani all’uscita di scuola!

 

POW RUKAWA

 

-         Cosa? Domani niente scuola? – mi chiede Hana, seduto sul letto della mia camera.

Annuisco.

-         Vedi, il porcospino poliposo (chissà a chi allude… NdAutrice) (ç_____ç Ndporcospino poliposo) ti aveva mandato tanti incantesimi di magia rossa. – comincio a spiegargli. Lui mi fissa senza capire e lo illumino – trattasi di riti protratti allo scopo di indurti a farti scopare da lui.

-         Cosa?! – lui arrossisce di brutto, spalancando gli occhi, incredulo. Che carino!

-         Esattamente. Solo che io, previdentemente, ti avevo protetto con altri riti. Se non fosse per me, tu saresti ancora nel letto di Sendo che… - mi interrompo bruscamente.

Non volevo dirlo, si è offeso! Non so come ci sono riuscito, ma mi sono ingelosito e incavolato per qualcosa che lui non ha fatto, per una mia ipotesi! Dio, come posso essere più idiota! Mi volto verso di lui: ecco, la pensa esattamente come me.

-         Baka kitsune… - sibila, fissandomi con occhi omicida.

-         Do’aho.

Ecco, sono un imbecille! Ma non è colpa mia, la risposta mi è uscita meccanicamente senza che me ne rendessi conto! È stato un riflesso incondizionato! Lui dice “baka kitsune” e io DEVO rispondere “Do’aho”! non l’ho fatto apposta!

Ma non sia mai che Kaede Rukawa chieda scusa. è_____é

-         Come… COME OSI!!!

Ruggisce infatti il mio tesorino, (tesorino…? Ma vuole ridurti ad una pelliccia! NdMitsui) saltandomi addosso. Avrò anche torto ma fermo a farmi menare non ci sto di sicuro! Rispondo ai pugni e alle botte e alla fine riesco a bloccare Hana sotto di me.

Gli tengo le braccia bloccate tenendolo saldamente per i polsi, sono in ginocchio in mezzo alle sue gambe… che posizione gratificante…

Sposto la mia attenzione sul suo viso. Continua a fissarmi arrabbiato, ma dalla sua espressione risaltano molto di più la mortificazione e l’offesa che la rabbia. Sono un emerito imbecille, l’ho ferito! Sospiro stancamente e quando lui smette di dibattersi e tentare di liberarsi gli lascio andare i polsi e le mie mani si spostano. Mentre una va ad accarezzare i suoi capelli, l’altra si sposta alla sua vita.

-         Scusa.

Cosa?! È la MIA voce che ha chiesto scusa??? era davvero la mia? Mi sono scusato? O____O||||

Incredibile… ma devo dire che ha funzionato, visto che lui ha sospirato e si è stretto dolcemente a me.

*ç* Hanaaaa…

ah-ehm! Kaede! Ti ordino di calmarti! >_____<

bene, ora sono calmo…

Kaede… se sei davvero così calmo e padrone di te stesso DI A QUELLA MANO DI TOGLIERSI DAL SUO SEDERE!!!

Per quanto…

-         Ehm… Kaede… la mano…

Ok, questa è la voce di Hana. Peccato.

Sigh… io voglio consumare… ç____ç (queste faccine denotano lo stato d’animo di Ru, non certo la sua espressione! Ndautrice)

Sposto la mia mano – sto per mettermi a piangere interiormente, ma questo non ha importanza… sigh – e la uso per aiutare Hana ad alzarsi a sedere con me, senza il bisogno inutile e fastidioso di separarci.

Quanto tempo ho sognato di toccarlo, abbracciarlo? Quanto ho agognato la sua vicinanza, il suo affetto, il suo amore? Per tanto tempo, troppo tempo.

Quindi, ora mi devo rifare.

Lo stringo più forte.

Non so perché, ma… mi sembra impossibile che lui sia qui… con me… e che mi ami. L’ho sognato così tanto che adesso non mi sembra possibile che questa sia la realtà. Eppure lui è qui, con me.

Lo testimonia il calore del suo corpo stretto al mio, le sue braccia sulla mia schiena, il suo respiro che mi accarezza lievemente il collo. Sento le sue mani che si aggrappano di più a me, come per accertarsi che io sia davvero qui con lui e la sua testa che si lascia andare mollemente sulla mia spalla, mentre dalle labbra gli sfugge un sospiro sollevato. Anche lui si sente come me, allora. Non so perché, ma questo mi riempie di gioia e sicurezza.

Da quando ho ricominciato a sentire davvero la gioia? Mi sembra impossibile!

Dai nove anni fino a pochi mesi fa il tempo è passato in un attimo, un attimo di gelo, ghiaccio e solitudine. Non lasciavo avvicinare nessuno, nessuno poteva parlarmi senza ricevere in cambio uno sguardo di disprezzo e un silenzio gelido. Non so bene perché fosse così, era un riflesso condizionato. Forse lo facevo semplicemente per difendermi dai sentimenti che non desideravo, di cui pensavo di non aver bisogno. In un certo senso era così, non ne avevo bisogno. Però mi mancava costantemente qualcosa. Qualcosa che ho riscoperto il giorno in cui ho picchiato dei teppisti sulla terrazza che avevano osato svegliarmi e, dopo un po’, è entrato in scena un rossino scalmanato che ha sciolto il gelo dentro di me. e non so ancora adesso come abbia fatto. Mah. Chissà. Non per nulla, è proprio un tensai!

-         Kaede – mormora, contro di me, il suo fiato che mi solletica un orecchio – sai che ho fame?

Ritiro tutto, questo è un do’aho patentato, il re dei do’aho! Non sa neanche dove sta di casa, l’educazione! Romanticismo, questo sconosciuto! Tsè!

Lo spingo indietro facendolo sbilanciare e mi alzo in piedi, senza degnarmi di porgergli una mano per alzarsi. Lui mi guarda un po’ stranito e offeso. C’è poco da fissarmi così, Hana, mi hai ricordato la tua fame in un momento dolcissimo in cui ci stavamo abbracciando! Imbecille!

… un momento… cosa sono tutti ‘sti sentimenti strani…? Io… che parlo di romanticismo…

ok, lasciamo stare, avrò mangiato qualcosa che mi ha fatto male, non diamo troppo peso alla cosa.   -____-|||

lancio uno sguardo all’orologio a pendolo attaccato alla parete della stanza sopra il mio letto. Sono le nove, ormai…

beh… ora che ci faccio caso comincio ad avere un pochino di fame anch’io. Ma che sarà mai, uffa!

Il do’aho è contagioso!

Porto di nuovo il mio sguardo su Hana, che mi fissa da sotto in su. Stranamente non è offeso o arrabbiato. I suoi occhioni sono spalancati e incuriositi, è seduto con le gambe larghe…

E se mi ci mettessi in mezzo per poi liberarlo da tutti quegli inutili vestiti??

È così caldo, in fondo…

Una vocina rompiballe dentro di me mi ricorda che è autunno inoltrato, ma la ricaccio violentemente indietro. pfui! Come se bastasse questo a fermarmi!

Come per farlo apposta a sventrare i miei piani hentai Hana rabbrividisce e sbuffa, guardandosi intorno, stringendosi tra le proprie braccia.

-         Kitsune, non hai freddo? Si gela… - mi dice.

Uffa, ha rovinato il mio piano di violenza! Come ha potuto farmi questo?! >____< è un insensibile!

Mah… comunque, visto che ho fame anch’io, potrebbe essere un’idea discretamente brillante andare a mangiare… vediamo…

-         Cosa vuoi mangiare? – chiedo al do’aho.

-         Voglio mangiare degli hamburger! E poi le patatine fritte… e… e… anche del gelato! – salta su il do’aho.

Sto seriamente ponderando l’idea di tirargli un bel pugno in testa – se lo meriterebbe proprio, questa sarebbe l’alimentazione di uno sportivo?! – ma poi vedo i suoi occhi luminosi, la sua espressione così felice e… come posso dirgli qualcosa di brutto quando mi guarda così, tutto speranzoso?! È una congiura! Se mi fa gli occhioni grandi così tutti dolci come posso anche solo tentare di negargli qualcosa?

Mah, fa niente. Tanto, si è già preso il mio cuore.

(autrice del caxxx, che cavolo mi fai dire! Ma ti pare che io dica ‘ste cavolate! >____< NdRu) (è per rendere meglio l’idea dei tuoi sentimenti… Ndautrice) (ma… fa impressione… NdHana) (Ecco, visto?! NdRu)

tiro la catenina sopra il mio letto e dopo qualche manciata di secondi appare alla porta un cameriere, che chiede cosa vogliamo. Riferisco di preparare la cena con quello che voleva Hana – nel frattempo lui aggiunge anche una torta al cioccolato, dei biscotti al cioccolato, una cioccolata calda… - e il cameriere se ne va, dicendo che tra pochi minuti sarà tutto pronto.

-         Ti piace il cioccolato? – chiedo ad Hana.

Domanda retorica, mi pare piuttosto palese… fortuna che non esistono le patatine al cioccolato, perché so che le avrebbe prese… spero solo che non voglia usare la nutella al posto del ketchup…

Ecco, lo sapevo. Adesso mi è venuto l’impulso improvviso di cospargere Hana di nutella, dopo averlo legato al letto… è meglio fare finta di niente.

-         Mhm, mi piace tanto! – è giubilante.

Ma… un bambino di cinque anni sarebbe più contenuto nel manifestare la propria gioia tramite le espressioni del viso… -____-|||

È tutto felice e contento – credo che si trattenga a stento dal saltellare, giusto perché la pozione del porcospino poliposo fa ancora un po’ di effetto… che rabbia!!! – solo perché stiamo per mangiare hamburger e dolci. Dio mio… ma in fondo, mi piace proprio perché è così.

     -    Come puoi essere così contento solo per un po’ di dolci? – gli chiedo, in tono piuttosto   ironico.

Lui arrossisce e abbassa lo sguardo, anche se i suoi occhi restano luminosi e le sue labbra piegate in un sorriso.

-         Non è per la cena che sono contento, Kaede – mi dice, con voce bassa e il tono dolce, carezzevole – è per la compagnia.

Ma… ma quanto… quanto è dolce il mio do’aho!

Sono commosso!

Naturalmente non ho la più pallida intenzione di dirglielo a parole. Glielo comunico abbracciandolo stretto – siamo seduti sul letto, adesso – facendo aderire forte il mio petto alla sua schiena. Lui mi stringe le braccia e sospira, soddisfatto.

Dio, che cos’è il mondo senza di lui?

Lentamente lo faccio voltare nel mio abbraccio e il bacio che ci scambiamo è così dolce che sento che potrei morire, immerso in questo mare di miele e potrei morire con il sorriso sulle labbra. Solo che avrei il rimpianto della tristezza di Hana. no, non morirò.

Le nostre lingue si cercano e si accarezzano nello spazio unico che formano le nostre bocche unite e questo è il nostro piccolo, infinito paradiso personale. È fantastico. Non sono mai stato tanto felice in vita mia!

 

Hana: ambiguo… sembra quasi una fic seria…

Ru: mah, tanto dura solo all’inizio.

Sendo: perché voi sì e io no?! >___<

 

POW HANA

 

Non so per quanto tempo continuiamo a baciarci io e Kaede, fattostà che il mondo attorno a noi scompare, svanisce nel nulla, nient’altro esiste. Dimentico dove sono, dimentico di avere fame, dimentico chi è il ragazzo che sto baciando e sono conscio solo del bisogno che questo non finisca mai… mai…

TOC TOC

 

Ru: “Toc toc…” -___-|||

Natsumi: oi, onomatopeicamente parlando non c’era molta scelta, eh! >\\\\\\<

Hana: in che mani…

 

Sento le labbra di Kaede che si separano lentamente dalle mie e riapro gli occhi, specchiandomi nei suoi. Ci fissiamo per un lungo attimo e so che la sua espressione riflette la mia “Ancora, ti prego, fa che non smetta mai…”

E stiamo già per ricominciare quando l’odioso bussare si ripete e una fottuta voce di cameriere ci riporta ad una realtà alternativa in cui la bocca di Kaede non è sulla mia.

Rivoglio la realtà di prima!

-         La cena è pronta.

Dice la voce.

Mondo? Kaede? Io ho fame!

-         Cibo! – salto su prima di riuscire a trattenermi.

Senza rendermene conto mi alzo in piedi, per poi incrociare lo sguardo di Ru… un qualcosa tra l’offeso, il deluso e l’irrisorio… uffi… lo so, volpino, anch’io vorrei continuare a baciarti all’infinito e oltre, fino a che il turbine della morte non ci trascini con sé, ma… ho fame!

-         Kacchan… ho tanta fame… - gli dico, fissandolo negli occhi. So che la mia espressione è supplichevole. Ma ho troppa fame!

Lui sbuffa e si alza. Poi, senza dire niente, apre la porta e mi fa cenno di seguirlo. Mhm, non mi parla più… forse si è offeso davvero! O magari è tornato normale… comunque se si è offeso è colpa sua! Deve capire le mie esigenze cibiche! (cibiche…. Dimmi, deriva da cibo? NdRu) (Cì… non mi ricordo come si dice l’altro sinonimo… non culinarie… non gastriche… Ndautrice) (gastronomiche? -____-|||| NdHana) (Ecco! Ndautrice) ecco! Sono un atleta, ho bisogno di nutrirmi! E poi oggi ci siamo allenati tantissimo!

La scena della doccia si ripropone nella mia testa, facendomi ricordare il corpo di Kaede contro il mio, il suo bacio, la sua lingua, le sue mani…

E questo porta a ciò che è accaduto a casa di Akira.

Rabbrividisco.

Ho paura. Non so come riuscirò a guardarlo in faccia d’ora in poi. E Kaede sostiene che Sendo è convinto che io lo voglia, perché non sa che i suoi riti non hanno funzionato… se dovesse tornare, se dovesse riprovarci, se dovesse anche solo rivolgermi la parola…

Ho paura.

-         Che hai? – mi chiede Kaede.

Sento i muscoli della mia faccia contratti in una smorfia di terrore. E Kaede se n’è accorto.

Si avvicina, mi prende il volto tra le mani e mi bacia, dolcemente.

Mi piacciono le labbra di Kaede, sono dolci, protettive… mi fanno sentire al sicuro.

-         Non ti lascio solo.

Mi sussurra all’orecchio, prima di stringermi forte. Mi aggrappo alla sua schiena e sento il suo profumo. Adesso so che Sendo non potrà farmi più niente, perché la Kitsune sarà con me ad impedirglielo. E io mi fido della kitsune.

Ci separiamo e lui mi tiene per mano, conducendomi poi fuori dalla porta.

Percorriamo il corridoio e, mentre camminiamo, gli chiedo:

-         Kitsune, ma i tuoi non si fanno problemi? cioè, siamo due ragazzi e…

-         Non ci sono mai. Ciò che faccio o sono non ha importanza. – mi interrompe bruscamente, freddo, distaccato.

Se non lo conoscessi penserei che è insensibile e non gli importa niente dei suoi genitori. Ma so che è esattamente il contrario. Nasconde il dispiacere dietro una maschera di ghiaccio che gli hanno infilato a forza e di cui non riesce più a liberarsi. È meglio lasciare cadere l’argomento, visto che non gli è esattamente gradito. So che Kaede non è un vittimista, non si metterebbe a dire in giro che ai suoi non importa di lui solo per qualche sega mentale, evidentemente è proprio così.

-         Kacchan, ma se hai quella macchina lì che sembra un carro funebre – comincio a chiedergli, mentre a queste parole inciampa e barcolla, prima di riconquistare repentinamente il suo self-control – perché vieni a scuola in bici?

-         Mi farei notare troppo. – risponde lui, con un’alzata di spalle.

-         Investire i propri compagni in bici implica il farsi notare, Kitsune… - gli faccio notare.

E poi sono il do’aho! Lui non risponde, sembra riflettere sulle mie parole… non ci aveva ancora pensato… -___-|||| mah, fa niente.

Kacchan si ferma davanti ad un portone a lo spalanca. Davanti a me…

Un tavolo lunghissimo candelabri accesi, camino acceso – meno male, ho freddo! – tutto sembra ricoperto da una patina di passato gotico, ma a me non interessa minimamente, perché…

Su quel tavolo, su quella candida tovaglia…

-         CIBO!!! – sento la mia voce esplodere, mentre faccio per gettarmi sul mio hamburger.

Sento però qualcosa che mi frena. Mi volto e a pochi centimetri da me c’è il viso di Kaede che mi fissa imbronciato, mentre mi tiene per la collottola.

-         Kacchan… ho fame… - mi lamento, sforzandomi di dare al mio tono la nota più supplichevole che io conosca.

Lui sospira e, senza lasciarmi andare, mi trascina verso il fondo del tavolo, facendomi sedere a forza davanti al mio piatto e sedendosi accanto a me.

Gli sorrido, cercando di trasmettergli in quell’unico gesto tutta la mia gratitudine e l’affetto, prima di gettarmi sul cibo.

 

POW RUKAWA

 

… è impressionante. Prima mi fa un sorriso che per poco non gli salto addosso fregandomene della cena e… poi si mette a mangiare! Anzi, a fagocitare! Questo non mastica neanche…

-         Do’aho, il cibo si mastica. – gli faccio notare, mentre mi porto aristocraticamente alle labbra un pezzo di hamburger – pane, ketchup, salse, carne… che casino… - con la forchetta. Non ho certo voglia di sporcarmi le mani come quella scimmia!

-         Ma come cavolo mangi, Kitsune? – mi chiede lui, dal mento al naso completamente sporco – guarda che l’hamburger si prende con le mani, mica con la forchetta!

-         Pf… non sono avvezzo a questi metodi da cavernicoli. – ribatto.

Sarà tanto bello e dolce, ma cavolo, è di un rozzo!!!

-         Cavernicoli?! – s’infuria lui. Se non scoppia la rissa so che è solo perché ha troppa fame – tsk! Sei tu che sei uno snob!

-         E tu sei volgare. – ribatto.

-         Parli come una checca isterica! – commenta lui.

Alzo lo sguardo su di lui, che dapprima continua a fissarmi con rabbia, poi comincia evidentemente a preoccuparsi, vista la sua espressione pressoché terrorizzata. Non credo che oserà mai più dirmi qualcosa del genere, visto il suo sguardo versione “Non lo dico più, giuro, sarò bravo ma non farmi niente!” che tra l’altro mi eccita da morire (qualunque cosa ti eccita da morire, Ru… Ndautrice) (BRIVID NdHana) (ma in fondo è meglio così, mi diverto di più. Ndautrice) ma non credo proprio che lascerò quest’onta impunita!

-         Checca isterica, eh? – la mia voce è bassa e minacciosa – Checca isterica… dicesi di uomo omosessuale che urla con voce acuta ed è un gran rompiballe. Ed è uke. Fino a prova contraria, qui la “checca isterica” non sono io.

Lui mi fissa per un po’, un travaglio interiore. Lasciare che io vinca questa sfida? Oppure incorrere alla mia ira?

Non c’è neanche da spiegarlo.

-         Kitsune maledetta, mi stai dando della checca isterica?! – balza su, scarlatto in volto – e poi perché l’uke dovrei farlo io?!

Mi viene enormemente da ridere, ma cerco di regolarmi.

-         E’ semplice Hana. perché io sono più forte, più bravo ed è praticamente palese che “l’uomo” della coppia sarei io. Inoltre non ho alcuna intenzione di prenderlo in quel posto da una scimmia. – gli spiego.

-         Scimmia?! E poi come sarebbe a dire che l’uomo della coppia sei tu?! Mi stai dando della femminuccia?! – strepita.

-         No, certo che no. Semplicemente, secondo la norma dei rapporti etero io rappresento la parte forte della coppia. Inoltre voglio consumare. – l’ultima frase la dico fissandolo negli occhi in maniera che capisca bene cosa intendo – e poi non far finta che ti dispiaccia, si vede da lontano un miglio che non desideri altro che io…

-         FINISCILA SUBITO DI DIRE CAVOLATE, HENTAI!!! – urla.

La sua voce acuta rimbomba per tutta la sala. Lui mi fissa, non c’è più ira nel suo sguardo, ma tanta vergogna e un casino di imbarazzo. Beh, ovvio. Però si vede che c’è anche qualcos’altro. sembra senso di colpa…

No, non ci credo! O___O|||

Quest’imbecille si sente in colpa perché non vuole consumare e io sì!

Deficiente…

Un tesoro!

-         Siediti, non avevi fame? – gli chiedo, regalandogli il più dolce e tranquillizzante dei miei sorrisi.

-         Nh. – mugugna lui.

Si siede e ricomincia a mangiare, ma lo fa più lentamente. Si vede che la sua mente è impegnata da altre parti. Poverino, devo aver esagerato un po’, con lui… beh, meno male che mi ha interrotto… non avrei saputo come fermarmi dall’esporgli tutti i miei desideri e i miei sogni e a quel punto lui sarebbe entrato in stato di shock catatonico… però a quel punto me lo sarei potuto fare… KUSO!!!

Ecco, perché hai interrotto i miei sproloqui, maledetto do’aho! Sentiti in colpa, te lo meriti! Ecco! Sentiti in… sentiti…

-         Eddai, Hana, ti sei offeso? – gli chiedo, mentre con un tovaiolo gli pulisco la faccia dall’agglomeramento di salse che si era formato.

Lui sussulta e si volta verso di me. ci guardiamo negli occhi. Lui si sente in colpa perché non vuole consumare, io mi sento in colpa perché lui si sente in colpa. Risultato: siamo due cretini!

-         Non mi sono offeso. – dice lui, accennando ad un sorriso – solo che… - sospira stancamente e, arrossendo di brutto, mi dice – non è che io non voglia farlo, Kaede… solo che… ho bisogno di tempo.

-         Do’aho. – sospiro, ma il mio cuore trabocca di felicità. Anche lui vuole farlo, allora! – facciamo cinque minuti?

-         Kaede! – s’infervora – io stavo facendo un discorso serio e tu…!

-         Non ti riescono bene i discorsi seri… mangia, che ti devi riprendere… chissà che sforzo per i tuoi poveri neuroni… non ci sono abituati. – lo prendo in giro.

-         Che stronzo!

Sghignazzo – incredibile! – e anche lui, qualche secondo dopo, ridacchia un po’. Quanto è bello il mio do’aho. È sempre fantastico, sempre perfetto… ma lo preferisco quando sorride a quando sta serio!

Ricominciamo a mangiare e, dopo pochi minuti intramezzati da qualche battutina – le sue spiritose, le mie a prese in giro con sfondo hentai – abbiamo quasi finito di mangiare. Quasi. Beh, manca ancora il dessert. I DESSERT!!!

Mio Dio…

-         Hana, li andiamo a mangiare in camera mia? – gli chiedo.

Certo, questa stanza è fantastica e ha un’atmosfera particolare… molto bella, raffinata eccetera… ma su queste sedie di marmo dicono che vengano le emorroidi e visto che se ciò accadesse io e Hana avremmo problemi di… ehm… comunicazione, è meglio se ci trasferiamo.

Lui concorda e noto che, sulla sua sedia, c’era un cuscino. Diavolo! Osservo tutte le altre sedie. I cuscini rossi spiccano su tutte… maledizione!

-         Beh, che hai? – mi chiede lui candidamente, notando la mia espressione irritata.

-         Nh. – mugugno.

Poco dopo giungiamo nella mia camera. Hana guarda l’ora.

-         Mh, tra poco ho il treno. – commenta, cercando di nascondere ( non molto, per la verità) l’espressione dispiaciuta.

-         Per andare dove? – gli chiedo.

-         A casa mia, no? – risponde lui.

-         Te lo scordi. ‘sta notte dormi qua. – glielo ordino, praticamente, fissandolo minacciosamente per sfidarlo a contrastarmi.

-         Va bene… - balbetta lui, sbiancando terrorizzato. Ha ormai capito che incorrere alla mia ira significa proposte hentai e simili.

Tanto, so benissimo che nessuno si preoccuperà per lui. Dopotutto non ha più i genitori.

Ma qui sorge un nuovo problema. Dove dorme?

Qui! Decisamente qui! Questo mi urla la mia anima – e il mio coso… - ma la mia mente mi fa notare che forse Hana teme che io gli faccia qualcosa. Beh, diciamo che non gli farò niente, mi controllerò meglio che posso. Al massimo qualche palpata ogni tanto. Ma niente che possa traumatizzarlo.

(Perché no?? è__é NdRu) (Cerca di capire… Ndautrice) (Io voglio la lemon! NdRu) (E l’avrai, naturalmente, ma aspetta un altro pochino! ^___^’’’ Ndautrice) (Ho pauraaa!!!! ç____ç NdHana) (Vieni, Hana, scappiamo insieme! ^______^ NdSendo) (NO. NdHana e Ru)

-         Ah… e… dove dormo? – chiede, cercando di non far notare il proprio imbarazzo. Non è per niente un bravo attore.

-         Con me. – rispondo, tranquillamente, sedendomi accanto a lui sul mio letto, mentre poso i biscotti, il gelato & company sul letto. Mi viene in mente un fantastico giochetto col gelato, ma forse è meglio pensarci quando lui non c’è.

-         Mh. – mugugna, abbassando lo sguardo.

-         Do’aho, non ti faccio niente. – lo tranquillizzo.

-         Baka kitsune! – sbraita lui, arrossendo in maniera che avrei creduto possibile solo ad un gambero.

-         A meno che tu non voglia. – aggiungo, tanto per farlo preoccupare un tantino.

(Dì semplicemente che sei uno stronzo sadico! Sai, ti ci vedo bene con una frusta che agiti le manette! NdHana terrorizzato ma incazzato) (Non darmi nuove idee, do’aho… *____* NdRu)

-         Hentai. – ribatte lui.

Sembra che si tranquillizzi quando do un tono scherzoso alle mie proposte. E dire che sto dicendo sul serio… uff…

Lo osservo. Non ho molta voglia di tutta questa roba da mangiare, sinceramente…

 

Autrice: uhmm…

Ru: che succede?

Autrice: … uhm… ho voglia di una bella senhana…

Ru: non osare!!!

Hana: O___O||||

Sendo: sorella mia, ora sì che ti riconosco! ^______^

Ru: autrice, non… non oserai…?!

Hana: ehm… io, veramente… vorrei rimanere col sedere intatto, una volta tanto… ç____ç

Autrice: non  nelle mie fic!

Sendo: suvvia, Hana, non opporti! Allora, sorella mia, a quando la lemon???

Autrice: ehm… fratello caro… appena finisco questo capitolo, ok?? Una bella short hentai, ok??

Sendo: ^____^

Ru: è____é io ti uccido…

Hana: waaaah!!!! ç_______ç ma perchèèè!!!

Autrice: e perché no, un bel mènage a trois… una bella SenRuHana… ma perché non infilarci anche Mitsui! dai, una SenRuMitHana!

Mitsui: °____°||||

Hana: non ho capito perché il mio nome per ultimo!!!

Autrice: beh, è ovvio, no? allora, la storia sarebbe che Sendo Ru e Mitchy facevano tante cosacce insieme, ma Mitsui era sempre uke e allora si offendeva, allora decidono insieme di violentare felicemente Hana-chan, che di seme non ha proprio niente…

Hana: “violentare felicemente” una bella sega! Ma perché io! Non ti piace tanto anche Kyota?!

Kyota: io ho già dato… -____-||||

Autrice: beh, le SenKyo (che, a quanto sappia, io ho ideato… ma se ne esistono altre *___*) e le MitKyo le adoro, ma le RuKyo farebbero davvero schifo!

Ru: ehi, Hana lo posso violentare solo io!

Hana: una mazza! Hana non lo violenta nessuno!

Autrice: Hana… non opporti o ti faccio teletrasportare in yami no matsuei dove Muraki, Tatsumi, Watari e il conte del palazzo delle candele… ehi… questa sì che è un’idea! *____*

Tatsumi e Watari: … ma… noi veramente…

Muraki e il conte: ^_______^

Tsuzuki: ah, per una volta mi lascia fuori…

Autrice: giusto! Bene, metterò anche te… come uke, s’intende!

Tsuzuki: ç______ç

Ru: AUTRICE DEFICIENTE DEL CAZZO, FA TORNARE A SCORRERE LA TRAMA CHE MI HAI PROMESSO UNA LEMON ALMENO NEI PROSSIMI DUE CAPITOLI!!!!

Autrice: ah-ehm… giusto… ma era troppo seria, questa parte… ^____^’

 

SEMPRE POW RU

 

Cioè, ho voglia di mangiare… ma non il cibo! Uffa… magari però sta notte non se ne accorge se lo palpo un pochino…

NO!!! kaede, suvvia, calmati… poi se lo spaventi? Più lo spaventi, più lui si nega, è ovvio. Quindi devi cercare di farlo rilassare, magari ubriacandolo e poi… NO! kaede, respira…

Sospiro stancamente, facendo vagare il mio sguardo sulle pareti della mia camera. Effettivamente fa un po’ freddo. Uffi.

Riporto lo sguardo sul mio do’aho. Ha cominciato a mangiare anche il gelato… adesso puccia i biscotti nel gelato… ma come fa…? -___-

Sto quasi per rilassarmi, a vederlo tanto tranquillo, quando lui si sporca e si lecca intorno alle labbra, con movimenti naturali e circolari che mi fanno venire in mente, per la settecentesima volta nella serata, i vari usi e costumi del gelato.

e… e lui non vuole consumare…

mi viene da piangere!

Mi alzo dal letto e mi dirigo verso il camino. Devo accendere il fuoco, altrimenti comincerò ad avere nella testa troppe immagini di metodi alternativi di riscaldamento con Hana. ma perché non vuole consumare, uffa? È tutta colpa di quel deficiente di Sendo che me l’ha shockato! E adesso è traumatizzato e ha paura di fare le sporcellate, o magari ha paura che io lo consideri come una bambola gonfiabile come quello stronzo di un istrice! Ma non è così, maledizione! Hana per me è davvero importante!

Attizzo il fuoco e quando questo comincia a prendere e a crepitare torno a sedermi vicino ad Hana.

-         Volpe, è buono ‘sto gelato, dove l’hai preso? – mi chiede.

È buffissimo, ha la faccia tutta impiastricciata! O meglio, sarebbe buffissimo se io non avvertissi un’intensa voglia di farmelo! Maledizione! Wah, e tu stai buono, lì sotto! Cuccia!

       -     Ah, è buono? – gli chiedo, sorridendogli maliziosamente – fa sentire.

Dopodiché mi fiondo letteralmente sul suo viso e comincio a baciarlo e a leccarlo, mordicchiandolo ogni tanto, per pulirlo. Lui all’inizio rimane un po’ gelato sul posto, poi comincia a rincorrere la mia bocca, spostando la testa e tentando di baciarmi, rendendomi solo più difficile il lavoro… do’aho, sta fermo, prima finisco il mio lavoro, prima ti bacio!

Alla fine devo tenergli ferma la testa con entrambe le mani per riuscire miracolosamente a ripulirlo. Dopodiché, neanche a dirlo, lo bacio. Mi piace, il suo sapore unito a quello del cioccolato. Mi fa pensare ad una giornata d’inverno trascorsa sotto un plaid, sul divano, con lui tra le braccia e i suoi capelli rossi che mi solleticano il volto.

Mi passa le mani sotto le ascelle e mi stringe la schiena, attirandomi a lui, io non mi faccio pregare  e in breve ci ritroviamo appiccicati come colla. Puntandogli le mani sul petto lo faccio stendere sul letto e lui non fa resistenza. Sa che non voglio fargli male, si fida di me! questa sensazione mi inebria. Solo io posso toccare il do’aho, io sono l’unico cui lui lascerà assaggiare le sue labbra. È una bella sensazione, rassicurante. Lui è mio, completamente mio e si fida di me. cosa potrei desiderare di più?

Beh… andare avanti.

Ma non posso. Non posso certo violentarlo!

Beh, ma andare avanti non implica certo questo… non necessariamente.

Lascio le sue labbra, avventandomi sul suo collo, baciandolo e mordicchiandolo nei punti più sensibili. Lo sento rabbrividire tra le mie braccia, mentre alzo un po’ il viso per succhiargli il lobo di un orecchio.

-         Ah… kitsune… - sospira, accarezzandomi i capelli.

-         Hana… dimmi tu quando devo fermarmi. – gli dico, mentre ricomincio a posare piccoli baci sulle sue guance, prima di tornare a succhiargli il collo voracemente.

Lui risponde con un suono strozzato che non riesco a catalogare con sicurezza tra gemito o risposta, ma io continuo. Non ha mica detto di no. anzi, a giudicare dal modo in cui mi si stringe addosso credo proprio che la cosa non gli spiaccia affatto… bene… benissimo!

Magari riesco a convincerlo… *____*

Adoro le camicie. Se il do’aho indossasse una maglia, gliela dovrei tirare su e lui si spaventerebbe sicuramente, perché, per raggiungere i suoi capezzoli lo dovrei quasi spogliare. Invece con la camicia mi basta slacciare pochi bottoni.

Credo che nemmeno ad Hana dispiaccia la camicia. Credo che ad Hana non dispiacerebbe niente, in questo momento, visti i suoi gemiti e i suoi sospiri, inframmezzati da qualche “Kaede” o “Kitsune”. I suoi capezzoli sono adesso turgidi, duri, completamente bagnati dalla mia saliva. Mi piacciono. E credo che anche ad Hana piaccia questa parte del suo corpo, adesso come adesso, visti tutti i versi di piacere che gli sono sfuggiti poco fa. Ma, si sa, sono uno stronzo sadico.

Quindi porto la mia bocca su quella di Hana che si apre, bagnata, cercandomi quasi disperatamente. Lui mi passa le mani tra i capelli.

Sento, sulla coscia, il suo sesso eretto. Ok, Hana. ti accontento subito.

Una mia mano scende. Apro la zip dei suoi jeans – beh, veramente sono miei, io glieli ho prestati… - e infilo completamente la mano nei suoi boxer, impugnando immediatamente la sua erezione, per evitare che lui debba respingermi. Non credo, dopotutto, che mi donerà il suo corpo. ma cavolo, voglio vederlo venire e farlo venire! Almeno quello…

-         ah… Kae… Kitsune… cosa… - balbetta tra gli ansimi, senza però cercare di scostarmi. Anzi. Si stringe ancora di più a me.

-         sshh… buono, do’aho… - gli sussurro all’orecchio, baciandogli piano una tempia.

Comincio a muovere la mano e lui sussulta, contro di me. affonda il viso nel mio petto e il suo respiro si fa più pesante.

Mi piace tanto Hana, in questa versione.

È seducente ed eccitante, però non ha ancora perso quell’aria ingenua e infantile che mi piace tanto. Credo che sia la prima cosa che ho notato in lui. Quel giorno, in terrazza…

Ma non rivanghiamo il passato. C’è Hana, sotto di me, che attende di essere soddisfatto. Lo accontento subito.

Mentre muovo la mano lentamente le sue gambe si allargano, per lasciarmi più libertà di movimento. Gli tiro un po’ più giù i boxer e i pantaloni e comincio a pompare il suo membro, velocemente, con decisione.

Voglio dargli piacere, voglio che lui non riesca più a farne a meno. Voglio che mi ami e che non pensi ad altro che a me, devo essere io l’unico pensiero che vaga per la sua testa matta. Devo esserci io, nelle sue lacrime, nei suoi sorrisi. Ma se sarò nelle sue lacrime sarò anche le mani che gli asciugheranno le guance e gli abbracci che lo consoleranno. Io sarò tutto ciò che lo rende felice. Io devo essere parte integrante di lui, perché lui è parte integrante di me! e lui mi ama, io lo amo, io e lui siamo l’unica definizione possibile dell’amore, noi siamo, in questo momento, ciò a cui i pianeti orbitano attorno.

Noi siamo il nulla che crea il mondo.

Lui è Hana, io sono Kaede.

Lui mi ama, io lo amo.

È felicità, quella che sento. Chiara, quasi palpabile. E so che solo lui può farmi sentire così e ho paura che mi lasci solo, ma nel contempo mi fido di lui e so che non lo farà mai. Perché lui è Hana e io sono Kaede e Hana e Kaede si amano.

Con un singulto spezzato sento il suo seme che mi esplode in mano, impiastricciandomela. Ansima. Anch’io ansimo.

Inarca la schiena, prima di abbandonarsi totalmente sul letto, la fronte imperlata di sudore, gli occhi socchiusi, in cerca dei miei. Ti amo, do’aho.

-         Ti amo, do’aho. – gli dico, abbassandomi a baciare le sue labbra.

Lui ricambia dolcemente, abbandonandosi alla mia bocca, stremato.

Mi alzo un pò. Mi fissa. È confuso. E mi ama, nei suoi occhi si legge puro amore!

E la paura.

Non sarà oggi il giorno che resterà nei miei ricordi come quello in cui ho preso Hana.

Io lo amo. Lo desidero. Lo desidero come non ho mai desiderato nessun’altro!

Ma… non così. non deve donarsi a me solo perché altrimenti si sente in colpa. Lui deve farlo perché mi ama.

-         Torno subito amore. – gli bisbiglio sulle labbra, prima di baciarlo piano, per poi alzarmi e uscire dalla stanza.

 

POW HANA

 

Quel… quel deficiente hentai… cioè… prima mi fa quelle cose e poi mi molla così, come un merluzzo sul suo letto! Ma si può essere più insensibili?!

Però… mi chiedo perché non abbia continuato. Si preoccupa per me, tiene a me, mi ama al punto di resistere, di aspettarmi anche se avrà certamente capito che, in quel momento mi sarei totalmente donato a lui!

È colpa mia, sono un do’aho! Ma perché ho paura! È tutta colpa del porcospino!

Un brivido mi attraversa la schiena. Il porcospino. Oddio… voglio Kaede, voglio Kaede!

Mi sento come se da un momento all’altro Sendo potesse spuntare fuori dal nulla per…

Mi alzo. Non posso farne a meno, non posso restare senza la mia Kitsune che mi consola e mi tranquillizza, non adesso, non dopo…!

Ho paura… voglio andare da Kaede e abbracciarlo e voglio che lui abbracci me e mi dica di amarmi e che è tutto finito, che non lascerà che Akira mi faccia del male, perché ci sarà lui ad impedirlo! E allora io mi sentirò meglio, perché amo la kitsune e mi fido della kitsune!

Apro la porta della sua stanza.

Mi fiondo nel corridoio.

-         Kitsune! – chiamo, prima con voce normale, poi comincio ad urlare – Kitsune! Dove sei?! Kitsune!

Ma lui non mi risponde. Dov’è la mia kitsune? Dov’è Kaede?

 

POW RUKAWA

 

Finalmente esco dal bagno. Non c’è bisogno che spieghi cosa stessi facendo, immagino… cavolo, mi sarò dovuto sfogare, no?! cacchio… è\\\\é

Mi volto. Sento la voce di Hana che mi chiama. Resto in silenzio, in totale ascolto. Di nuovo! Mi sta chiamando… ma cos’ha? Sembra nel panico…

-         Hana! – lo chiamo, sto cominciando a preoccuparmi – Hana, cosa c’è? Che succede?

-         Kitsune! – la sua voce, più forte, più vicina.

-         Hana! – lo chiamo, di nuovo.

Svolto l’angolo e per poco non gli cado addosso.

Sto per dargli del cretino per avermi fatto preoccupare quando lo osservo meglio.

Dio mio, ora sì che sono preoccupato.

È pallido, gli occhi sbarrati, è sul punto di piangere e trema come una foglia.

Mi allaccia subito le braccia al collo, affondando il viso nell’incavo della mia spalla e poco a poco si calma, mentre gli accarezzo la schiena e i capelli.

Hana, che è successo?

Glielo chiedo e lui mi fissa stranito, prima di abbassare gli occhi, arrossendo imbarazzato.

-         Beh… non tornavi… - mormora, con un filo di voce.

Sono attonito. Cioè, è andato nel panico perché non tornavo…

Qui c’è qualcosa che non va. Qualcosa che non va sul serio! Non è normale, questo comportamento!

-         Sono qui, Hana. e non ti lascerò mai solo. – gli soffio sulle labbra, prima di dargli un piccolo e casto bacio e condurlo in camera mia, di nuovo.

Ma non finisce qui. Maledizione!

Credo che ci sia qualcosa di strano, in Hana. Anche prima, quando stavamo per andare a cena, si è spaventato in questo modo solo perché mi ero allontanato un attimo.

Allora. Da quando ha cominciato a comportarsi così? direi… da quando l’ho salvato dal porcospino. Da allora non ci siamo mai separati. E adesso… dio.

C’è qualcosa di anomalo. Hana se ne rende conto? Non lo so. credo che sia seriamente spaventato. Kuso! Ma perché?!

Beh… lo scoprirò presto!

Intanto, torniamo in camera. Ci baciamo, ci cambiamo, ci baciamo, ci mettiamo a letto e ci baciamo di nuovo. Gli faccio appoggiare la testa sul mio petto e gli cingo la vita con un braccio.

Adesso sta bene. è tranquillo.

Bene.

Cioè, bene un bel cavolo! Chissà cosa gli è successo…

Qualunque cosa sia… LO SCOPRIRO’ E LO GUARIRO’!!!

Perché non è possibile che gli venga una crisi di panico ogni volta che devo andare in bagno, maledizione!

Nh… non credo che riuscirò ad addormentarmi molto presto.

Sono troppo nerv…

Zzzzz

 

Ru: cos’è questo stacco orribile?

Moi: non sapevo come continuare… ç____ç

Hana: è una cavolata.

Sendo: e io?? ç_____ç

Moi: akira, tu hai già avuto nell’altra fic. Adesso lascia copulare hana e ru, va bene???

Sendo: ma… in questa fic…?

Moi: niente, Aki. Mi dispiace, fratello mio caro.

Sendo: neanche Koshino o Mitsui??? ç______ç

Moi: niente da fare. Vedremo nella prossima.



 

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