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DISCLAMER: I personaggi sono di T. Inoue, miei, no di certo(Non avrei mai potuto ideare delle creature tanto belle!) DEDICHE:A tutte/i voi dell'Ysal: AUGURIII!!! Buon Natale e Felice Anno Nuovo! Ricordate: durante le Feste di Natale, si fa tanto sesso anale!!! ^______ ^ Amen, sorella! *___________* ndRu Sono circondato da maniaci sessuali...=//////////////='' ndHana
Vampire Christmas di Gojyina-chan
Sistemandosi per bene la copertina di lana sotto al naso, Rukawa si rigirò nel letto alla ricerca di una nuova posizione per poter continuare a guardare più comodamente la televisione.
Rumori attutiti di mobili che strisciavano e stoviglie che litigavano tra loro, provenivano dal soggiorno sottostante, luogo a cui il Do'hao gli aveva tassativamente proibito di accedere, pena: totale astinenza per tutto il periodo delle vacanze natalizie.
Distrattamente, posò lo sguardo nuovamente sullo schermo al plasma, dove i giganti dell'N.B.A. davano prova della loro bravura.
Era tranquillo. Dopo l'esperienza del Natale precedente, aveva messo le cose in chiaro col suo Do'hao: niente eccessi! Dodici mesi prima, infatti, Hanamichi, che voleva festeggiare degnamente il primo Natale col suo sposo, non solo aveva invitato tutta la ciurmaglia di vampiri e malati di mente vari che avevano la disgrazia di conoscere, ma aveva addobbato tutta la casa con tante di quelle luci, ma tante di quelle luci da costringere Kaede a girare per casa con gli occhiali da sole per tre settimane buone.
La serata, poi, era stata uno sfacelo. Sendoh – e chi altri sennò?- aveva avuto la brillante idea di preparare per cena il capitone. L'imbecille però lo aveva portato ancora vivo, dato che non sapeva cucinare nemmeno un uovo al tegamino. Morale: la povera bestia, terrorizzata, era fuggita alla prima occasione, spargendo panico e scompiglio tra i presenti. Sua madre e Lilith, terrorizzate a morte, erano saltate sul tavolo, buttando accidentalmente per terra piatti di ceramica e bicchieri di cristallo che si frantumarono in mille pezzi.
Hana e gli altri sposi avevano passato ore ed ore come novelli Indiana Jones 'Alla ricerca del capitone perduto', senza alcun successo, stando attenti a dove mettevano i piedi, per paura di scivolare sul corpo viscido dell'animale o di tagliarsi con i cocci sparsi ovunque.
Il cenone di Natale fu servito in piatti di carta alle tre di notte, quando ormai i cibi erano diventati tiepidi e stopposi.
Il Do'hao si era abbattuto così tanto, da non regalare più sorrisi a nessuno, almeno fino a quando lui si era deciso – sospinto da una madre minacciosa e una Lilith severa – a fargli notare quanto fosse stata divertente la serata. Hana lo aveva abbracciato forte, baciandolo appassionatamente incurante delle persone che li circondavano, evento più unico che raro, data la sua leggendaria timidezza.
A fine serata, poi, il rossino aveva trovato accidentalmente il capitone nascosto nel bagno di servizio. Commosso dallo sguardo spaventato della povera bestia, aveva costretto Akira ad andare immediatamente a gettarlo in mare, pena: una dolorosissima testata che gli avrebbe impedito di copulare allegramente col suo amato Jin per tre giorni di fila.
Accigliandosi, Kaede si ricordò della propria nottata infruttuosa. Il Do'hao, dopo settimane di preparativi, si era addormentato sulla sua spalla, lasciandolo a bocca asciutta fino alla serata successiva.
Questo, era stato il motivo principale che lo aveva spinto a chiedergli di evitare grandi cerimonie. Quella notte voleva stare insieme al suo Do'hao!
Rukawa sorrise, ripensando ai suoi Natali precedenti. Cena coi suoi, poi serata passata davanti alla tv a guardare il basket. Aveva sempre fatto così. Il famigerato Spirito Natalizio non aveva mai germogliato in lui e l'idea di festeggiare al pub con gli altri vampiri non gli era passata nemmeno per l'anticamera del cervello in tutti i suoi lunghi anni di vita. Troppo caos, troppo giubilo ingiustificato. Eccessivo. Superfluo. Sciocco. Almeno fino a quando l'Uragano Rosso non aveva deciso bene di scompigliargli l'esistenza.
Il soggetto in questione, bussò delicatamente alla porta, entrando pochi istanti dopo insieme ai loro due giganteschi gatti, con un bel sorriso sul volto e un vassoio tra le mani.
“Ru, ti ho portato un po' di lupo – gli disse, passandogli un bicchiere colmo di sangue – Vado un attimo al supermercato a comprare un paio di cose, torno tra un po', ok?” lo informò lui, chinandosi a deporre un veloce bacio sulle sue labbra tiepide.
“Hn?!” mugugnò il Vampiro del Ghiaccio, notando la cannuccia che dondolava nel suo bicchiere. Bianca e rossa, dalla forma vagamente somigliante a un anoressico Babbo Natale.
“Una sciocchezza! E' avanzato un pacco dall'anno scorso!” sorrise il suo sposo, salutandolo velocemente.
Sorridendo appena, iniziò a nutrirsi in silenzio, mentre i due felini saltarono sul suo letto, facendolo scricchiolare sinistramente.
Tigro si accucciò al suo fianco facendo le fusa e Puma si sistemò dalla parte opposta, posando la testa scura sul suo stomaco.
Sentivano la mancanza di Hanamichi. Negli ultimi due giorni il Vampiro del Fuoco non aveva avuto tempo per nessuno dei suoi 'tre ragazzi', come amava chiamarli lui.
“Domani sarà tutto finito” li rassicurò il vampiro, cambiando distrattamente canale.
Durante quel periodo dell'anno, diventava ancora più pigro e insonnolito, a differenza di un certo Do'hao iper-attivo capace di stare in movimento per ore ed ore senza dar segni di cedimento.
Aveva comprato tutti i regali da solo, fatto donazioni a orfanotrofi e a svariati enti benefici, aveva pulito e addobbato la casa – l'albero lo aveva fatto sicuramente, ci avrebbe scommesso l'immortalità! - e preparato il cenone di Natale, tutto da solo... mentre il volpino guardava le partite alla televisione, sepolto in otto chili di morbide coperte.
“Domani!” sospirò la volpe, soffocando un altro sbadiglio.
Un paio di ore dopo, Kaede si ridestò sbadigliando sonoramente. Si era appisolato davanti alla televisione, rimasta accesa. Nonostante le risate e le battute stupide che provenivano dal rumoroso elettrodomestico, la volpe si rese conto dello strano silenzio al piano inferiore.
Il Do'hao non era ancora tornato.
Vagamente preoccupato, decise finalmente di scostare le pesanti coperte e alzarsi, preparandosi per la serata.
Dopo una doccia veloce, ritornò in camera, vestendosi distrattamente. Maglioncino azzurro chiaro – che Hanamichi gli aveva regalato il Natale precedente- e pantaloni neri dal taglio elegante.
Sbadigliando per l'ennesima volta, scese al piano inferiore, seguito dai suoi gatti e accese la luce.
Fu sopraffatto da un oceano di luci bianche, dorate e rosse, da un forte profumo di dolci e da fastidiosissimi suoni provenienti da punti imprecisati della sala.
“Do'hao!” sbuffò rassegnato, sedendosi sul divano color crema, guardandosi attorno allibito.
Hanamichi aveva addobbato un altissimo albero di Natale bianco con palline di vetro trasparenti bianche, dorate e argentee. La stella sulla punta era d'oro e arrivava a mezzo centimetro di distanza dall'altissimo soffitto. Il mastodontico abete, era ricoperto di lucine dorate e fasciato da boa color neve morbidi e pelosi.
Gli stessi che correvano lungo il perimetro superiore della sala avvolti da piccolissime lucine dorate, notò il volpino, sempre più allibito.
Sul basso tavolino di fronte al divano, facevano bella mostra di sé due eleganti contenitori in cristallo, uno colmo di punch e l'altro di sangue di lupo, almeno così sembrava dall'odore.
“Stra-Do'hao!” sospirò scuotendo mestamente il capo, alla vista delle ciotoline - poste tra quella delle noci e quella dei cioccolatini - contenenti dei cubetti di ghiaccio di diverse forme: di abete, in una e di Babbo Natale, nell'altra.
E poi i pacchi sotto l'albero. Di diversa grandezza, tutti argentati e avvolti in un nastro azzurro che culminava in un un bel fioccone.
Giocattoli colorati e orsacchiotti di peluche, ricordarono a Kaede della presenza dei quattro marmocchi dai capelli rossi, figli dell'ex-Capo del Clan del Fuoco. Bambini, uguale altro fastidioso rumore.
Lucine oro e argento attorno al camino, tavola imbandita a festa e una piccola radio, in un angolino della stanza, proprio dietro all'abete, che trasmetteva ininterrottamente canzoncine natalizie.
Meno male che gli aveva raccomandato di non strafare, altrimenti quel Do'hao avrebbe di certo costruito in giardino una slitta con tanto di renne vere!
Colto da un dubbio atroce, la volpe scosto una tenda, guardando in giardino.
“Do'hao al cubo!” gemette, appoggiando la fronte sul gelido vetro.
Al centro del giardino – al quale era toccata la stessa... 'luminosa' sorte del soggiorno - capeggiava una statua di ghiaccio di un sorridente Babbo Natale munito di sacco, assieme alle sue renne. Tutto a grandezza naturale, ovviamente...
L'artefice del misfatto, rincasò un ora dopo, carico di buste e pacchetti.
“Guardate qui che vi ho portato! - esordì rivolgendosi a due dei suoi tre ragazzi – Due cappottini di Babbo Natale! E ho comprato pure i cappellini!” sorrise, mostrando gli acquisti ai due gattoni, che rivolsero a Rukawa uno sguardo implorante.
“Arrangiatevi!” fu la sua misericordiosa risposta.
“Su, venite qui! Ho passato due ore alla ricerca di un sarto che mi facesse i buchi per le vostre orecchie!” borbottò il rossino, infilando i cappelli ai due animali disperati.
“Hn”
“Ru, guardali!!! Non sono carini?” esclamò il vampiro, osservando soddisfatto il suo operato.
“Il W.W.F. ti potrebbe anche denunciare, sai?” commentò il volpino, alzando un sopracciglio perplesso.
“Non... ti piace?” mormorò Sakuragi, perdendo il sorriso.
Pentito per la sua freddezza, Rukawa lo aiutò a sfilarsi il cappotto umido, facendolo poi accomodare sul divano, insieme a lui.
“Non è questo, ma...” incominciò lui, cercando le parole adatte per spiegargli ciò che pensava realmente, senza ferirlo.
“Lo so che avevamo detto di non esagerare, ma... questo è il primo vero Natale di Kindra, dei figli di Morgana, di Shun, che non ne passa uno decente da anni e... poi... sai...” balbettò Hanamichi, arrossendo appena.
“Hn?”
“Quando mamma è... scomparsa, io e papà non abbiamo più festeggiato il Natale... poi lui è morto... Era triste, per me, vedere tutte le vetrine illuminate e la gente che parlava di cenoni e regali... quando ad aspettarmi al rientro c'era solo una casa vuota...” gli confidò, nascondendo il viso sulla sua spalla.
“Hai fatto bene” concesse Kaede, stringendolo a sé.
“Allora non sei arrabbiato?” volle sapere Sakuragi, sfoderando la sua migliore espressione da cucciolo abbandonato.
“No, piccolo” capitolò Rukawa, cercando di baciarlo. All'ultimo secondo, però, il rossino si scansò, chinandosi a rovistare dentro una busta colorata.
“Bene, perché ho preso un cappellino anche a te!” annunciò Hanamichi, infilandogli sulla testa l'oggetto in questione.
“Do'hao! Non se ne parla nemmeno!” tuonò il vampiro del ghiaccio, tentando di togliersi l'orrido copricapo.
“Io te l'ho comprato con tanto amore!” mormorò il rossino, sbattendo le lunghe ciglia scure.
“E' ridicolo!” ringhiò Kaede, arrossendo furiosamente.
“Anche quando mi chiedi di fare la parte del pompiere che salva il bell'addormentato dall'edificio in fiamme, non è propriamente un giochino edificante, per me! Ma lo faccio lo stesso perché so che ti piace!” sibilò Sakuragi, sul piede di guerra.
“Hn” mugugnò imbarazzatissimo, incapace di ribattere.
“Bene, sistemati il cappello! Vado a cambiarmi. Gli ospiti arriveranno a momenti!” sorrise Hanamichi, trionfante, scoccandogli un sonoro bacio sulla guancia.
Kaede si ritrovò da solo in soggiorno, faccia a faccia con Puma e Tigro, muniti di cappottino e cappello rosso e bianco.
“Colpa mia. Ho sposato un Do'hao” sbuffò il Vampiro del Ghiaccio, abbassando la candida visiera sugli occhi. Magari faceva in tempo a farsi un'altra pennichella, prima dell'arrivo dell'infausta orda di barbari...
“Ru? Kami Sama! Ma ti sei addormentato di nuovo?!” sbuffò il rossino, semi-preoccupato.
“Hn” mugugnò la volpe, rigirandosi pigramente sul divano.
“Dai, alzati! Potrebbero far Buff! da un momento all'altro!” lo sgridò il rossino, sistemandosi la maglietta nera, trasparente, davanti allo specchio dell'ingresso.
“Hn?!” sobbalzò Rukawa che scattò immediatamente in piedi, riconoscendo nell'abbigliamento succinto del suo Sposo, i regali che aveva ricevuto dai compagni di squadra per il loro primo anno di matrimonio.
Maglietta aderente, jeans di pelle color pece, stivali scuri. Troppo scoperto! Non andava bene per niente!
“Non mi freghi più, cara la mia Kitsune! - rise Hanamichi, indovinando i suoi cupi pensieri – Con questi vestiti riuscirò a tenerti sveglio! Non come lo scorso anno, quando ti sei addormentato a metà serata, diventando tutt'uno col sofà!” gli ricordò cingendogli il collo con le braccia.
“Ti si vedono i capezzoli, Do'hao!” ringhiò Kaede, deciso a non cedere di un millimetro. Doveva andare a cambiarsi immediatamente!
“Per ricordarti del dessert che ho preparato per te... dopo!” sorrise maliziosamente, facendogli l'occhiolino.
Pensandoci bene, gli ospiti erano tutti felicemente sposati o fidanzati... Che problema c'era? Era come se fosse a torso nudo su una spiaggia assolata, no?
Kaede sospirò rumorosamente, appoggiando la fronte sulla spalla del suo tremendo consorte. Prima del matrimonio aveva ancora un po' di dignità!
“Buon Nataleeeee!!!!!!” trillò Akira, comparendo in soggiorno insieme a Jin che corse ad aprire la porta agli altri invitati.
“Lo sapevo, io, che avrebbero fatto Buff!” borbottò Hanamichi, andando a salutare parenti e amici.
“Hn...” mugugnò il volpino, valutando la possibilità di correre in camera sua, senza farsi notare da nessuno.
“Ehi, Rukawa...Gran bel cappello! - lo salutò Mitsui, tirandogli una sonora pacca sulla spalla – Guarda che ti ho portato? Vino rosso!” annunciò orgoglioso l'ex-guardia dello Shohoku, mostrandogli la bottiglia.
“Siamo vampiri, scemo. Non beviamo vino!” borbottò il Vampiro del Ghiaccio, accigliandosi.
“Ma questo è Sangue di Giuda!” rise Hisashi, subito seguito da Akira che rincarò la dose.
“Io ho portato il Sanguinaccio, invece!” sghignazzò, mostrando il suo dono.
Sfruttando il rumore che facevano quei due deficienti, avrebbe potuto salire le scale senza che qualcuno sentisse i suoi passi. Poteva chiudersi a chiave, fingere un attacco di coliche renali, o di malaria, oppure...
“RUUU?” - si sentì chiamare dal suo giovane Sposo – Prendi questa manciata di regali che ci hanno portato e mettili sotto all'albero, grazie!”
Kaede osservò sconsolato la sessantina di pacchetti multicolore ammassati nell'ingresso, subendo lo scherno di quello più grande che lo derideva dall'alto dei suoi tre metri di altezza. Aveva la sensazione che quel coso si muovesse...
Non sarebbe sopravvissuto. Stavolta non sarebbe sopravvissuto!
“Ru, sei già stanco? - sorrise Hanamichi, soffiando sul suo padiglione auricolare – E io che stanotte volevo festeggiare con te...”
Cinque minuti dopo, l'ingresso era nuovamente sgombro e i pacchetti ordinatamente ammassati sotto il candido abete.
“Ciao, Kae! - lo salutò sua madre, abbracciandolo – Non ci credo! E' da quando sei nato che cerco di farti mettere il cappello di Babbo Natale senza alcun successo! Hana ma come hai...? Capito.” rise Madoka notando la maglietta trasparente che indossava suo genero.
“Non c'è verso di fargli fare qualcosa, altrimenti! - si lamentò il rossino, andando a salutare i suoceri – Ha perennemente bisogno di stimoli!”
“Non dirlo a me! Se stavo ad aspettare Orpheus a quest'ora ero polvere!” sospirò la donna, mentre Kaede tratteneva a stento un attacco isterico.
Lo sapeva. Sapeva che sarebbe successo!
“Guarda che sono stato io ad invitarti ad uscire!” sbottò infatti suo padre, dando il via all'eterna diatriba.
“No, caro! Solo perché ti ho fatto ingelosire uscendo con un mio compagno d'Università, altrimenti...” iniziò la moglie, andando a sedersi sul divano.
“Aiutatemi!” gemette il volpino, cercando supporto morale nei due gattoni – con cappottino e berretto- che lo guardarono sollevando un sopracciglio.
“Hn” annuì gravemente il vampiro, andando ad abbracciare i due compagni di sventura.
Nel frattempo, in cucina, Hanamichi stava preparando la cioccolata in compagnia di Mito, Jin, Kiyota e Shun.
“...No, no e poi no! Chiaro? Non lo perdono! Ma che razza di regalo di Natale è?!” stava sbuffando il ragazzo dai capelli neri, inveendo contro quell'imbecille del suo ragazzo.
“Un paio di manette rosa con l'imbottitura... Mmm... Temo che Byron abbia chiesto un consiglio ad Akira e al mio Hisashi... Scusali!” sospirò Yohei, mortificato.
“E tu che gli hai regalato?” chiese Nobunaga, sedendosi al tavolo con una tazza di cioccolata calda in mano.
“Una sciarpa” mugugnò Shun.
“A un Vampiro del Ghiaccio? Lo vuoi uccidere? E poi... è così impersonale!” lo sgridò Hanamichi, passandogli una tazza fumante.
“Uffa! E' già tanto che glielo abbia fatto!... Non li so fare i regali, io!” arrossì il ragazzo, imbarazzato.
“Io a Maki gli ho preso una tuta della sua marca preferita...Non è molto originale, ma è difficile fare regali a un essere quasi millenario!” sospirò Kiyota, rabbrividendo ripensando alla vera età del suo compagno.
“Con Hisashi è più facile! Mi basta andare in quel negozio in centro, quello che vende oggetti chic ed è fatta! Gli ho preso una tazza da the con la faccia di Elvis! - rise Yohei scuotendo il capo – Hana, tu cosa hai preso a Rukawa?”
“Oh, beh... Ho preso la... Una cosa che sta... Si usa spesso. E' un regalo utile... Vado a portare da mangiare alle sanguisughe di là, altrimenti verranno a reclamare globuli rossi da noi!” rise il vampiro, correndo verso il soggiorno.
“Tecnicamente anche lui è una...'sanguisuga'!” constatò Nobunaga, incuriosito dalla strana reazione del padrone di casa.
“Non ha risposto.” mormorò Mito, sorridendo.
“No! E' diventato un maniaco pure lui?! Siamo circondati!” sospirò affranto Shun, passandosi una mano sugli occhi.
“Io al mio Aki gli ho regalato un cd musicale” affermò Jin, rimasto in silenzio per tutto quel tempo.
“OH, KAMI! MA E' UN REGALO NORMALE!” tuonarono i tre ragazzi, guardandolo basiti.
“Già! Ho registrato su disco i miei gemiti quando vengo, così li può ascoltare quando gli pare! Ne è stato molto felice!Invece lui mi ha regalato un costume da angioletto... L'unica pecca è che si è dimenticato di comprare la giacchetta piumata dove si attaccano le ali, così posso indossare solo quel lenzuolino trasparente...e si vede tutto!” sorrise il tiratore da tre.
“Dovevamo immaginarlo!” sospirarono gli altri tre. Jin e Sendoh non si smentivano mai.
Hanamichi teletrasportò bottiglie al plasma e tazze di cioccolata calda sul tavolo del soggiorno, sorridendo al suo bel volpino circondato da Sendoh e da Hisashi che gli stavano raccontando delle loro folli esperienze sessuali, mentre Maki, Arthemius e Byron, vicino al camino, si erano lanciati in una dettagliata disamina circa i problemi socio-politico-culturali del Medio Oriente.
Anzai e suo suocero, invece, erano seduti in un angolo della grande stanza impegnati in una difficilissima partita a scacchi. Come riuscissero a concentrarsi con tutto quel trambusto, non lo capiva proprio.
Sedute sul divano, Lilith e Madoka tenevano una lezione sull'essere mamme di un vampiro alle interessatissime Kindra e Ayako. Morgana dava sostegno alle... 'colleghe', tenendo gli occhi incollati ai suoi quattro bambini, che giocavano nella loro culla.
Niente capitoni, niente urla isteriche, niente ricerche di animali comparsi, niente cocci per terra.
Per Hanamichi, era un sogno che si avverava!
In quel particolare periodo dell'anno, aveva bisogno di essere circondato da amici. Le feste sapevano diventare orrende quando si aveva perso qualcuno di importante.
Si sedette per terra accanto al camino, prendendo in braccio i suoi due cuccioli. Per loro era ora della pappa.
Usando un grande biberon, iniziò a dar da mangiare a Puma, certo che il suo addormentato consorte riuscisse a recepire il suo sottile messaggio.
Due secondi dopo, infatti, Rukawa si congedò dai goliardici amici, per correre ad aiutare il suo giovane Sposo.
“Ma come sei generoso, Ru!” lo prese in giro, vedendolo sbuffare.
“Tutta colpa tua! Io me ne sarei stato volentieri a letto!” borbottò il volpino, dando la poppata al suo gatto bianco.
“Ma se è due giorni che non fai altro! - rise Hanamichi, appoggiando la tempia sulla sua spalla – Grazie.” mormorò imbarazzato.
“Hn. Non è... poi così malaccio...” concesse la magnanima volpe.
“Allora ti stai divertendo?” chiese speranzoso il rossino, sorridendogli felice.
“Mi divertirò di più stanotte!” sogghignò sinistramente il Vampiro del Ghiaccio, deciso a non concedergli nessun altro tipo di soddisfazione.
Quantomeno non con un berretto natalizio in testa e un biberon in mano. Che brutta fine che aveva fatto!
Hanamichi rise sommessamente, guardandolo con immenso amore.
Forse così brutta, no. Ci ripensò il taciturno volpino, sorridendogli appena.
Finita la cena - miracolosamente senza intoppi – attesero lo scoccare della mezzanotte per potersi scambiare gli auguri e i doni sotto l'immenso albero.
Tra un liquore, un bicchiere di plasma e un aneddoto divertente, giunse la fatidica ora.
“AUGURI!!!” esclamarono in coro, andando ad abbracciarsi l'un l'altro.
Mentre Kaede apriva la bottiglia di pregiato RH Negativo del 1870 regalatogli dal padre, Akira stappò lo spumante... con eccessiva veemenza.
Il grosso tappo di sughero schizzò sul soffitto, andando poi a colpire la testa di Hisashi. Rimbalzò contro l'albero, che oscillò pericolosamente e andò a incastrarsi tra i seni di Ayako, che per la serata aveva indossato un carinissimo abitino nero, leggermente scollato.
Imbarazzata oltre ogni dire, la bella manager iniziò a tirare sventagliate a destra e a manca, colpendo furiosamente alla cieca ogni essere vivente nel raggio di dieci metri.
“Sapevo che sarebbe successo qualcosa!” sospirò Hanamichi, intento a reggere il candido abete che ancora tremava.
I quattro piccoli vampiri rossi, assistettero a quello psico-dramma collettivo ridendo come matti e decisero di prendere parte alla baraonda, arrampicandosi giù dalla culla, gattonando poi alla ricerca dei due felini che avevano scambiato per due enormi peluche.
Una volta avvistati, salirono a due a due in groppa a quelle povere bestie fin troppo traumatizzate, facendosi portare a spasso per la sala, tra le risate divertite di Anzai e Orpheus che brindarono allegramente alla vita e alla salute dei loro cari.
Tornati alla... normalità, per così dire, impiegarono un tempo infinito per scambiarsi i doni reciprocamente.
Kaede si accucciò su una poltrona, tenendo il suo Sposo tra le braccia, lottando contro la naturale sonnolenza che lo stava assediando, mentre intorno a lui risate e commenti si accompagnavano a lanci impropri di coloratissime carte appallottolate e nastri vaganti.
“Resisti! Ci siamo quasi! Manca solo il regalo che ci ha fatto Anzai e dopo potrai andare a nanna, ok?” gli sorrise Hanamichi, strusciando la guancia contro la sua.
Il Natale faceva bene al suo Do'hao. Passato il momento di tensione pre-regali, diventava assolutamente accondiscendente e tanto, tanto dolce...
A proposito!
“Ma che dormire e dormire! Do'hao, ti sei dimenticato del dessert?” mugugnò il volpino, improvvisamente sveglissimo.
“Sei tu lo zombie! Il Tensai ha energie inesauribili!” annunciò fieramente, strusciando piano il suo sesso duro contro il ventre del volpino, che mugolò piano.
“Do'hao, non provocare la volpe che dorme!” lo avvertì con voce pericolosamente roca.
“Dopo, Ru!” gli promise Hanamichi, alzandosi in piedi per raggiungere il Mister, piazzatosi accanto al pacco altro quasi tre metri.
Rukawa raggiunse il suo Sposo, aiutandolo a scartare il grosso regalo.
“Ma il cartone è pieno di buchi! - esclamò il rossino, aggrottandosi confuso – E si muove!” sobbalzò, mentre il volpino dava lo strappo finale alla scatola, permettendo a tutti di vedere la grande gabbia argentata contenuta al suo interno.
Dentro, appollaiato su un trespolo, v'era un paffuto uccellaccio dalle piume color pece.
“Ecco qui il mio regalo: un pappagallo parlante!” sorrise Anzai, visibilmente soddisfatto.
“Un pappagallo? Ma se è nero!” sbottò Hisashi, avvicinandosi incuriosito allo strano animale.
“Beh... E' un piccolo effetto collaterale dovuto al mio incantesimo. L'ho reso immortale così da averlo sempre con voi senza problemi!” spiegò lo stregone, pulendosi gli occhialini con un tovagliolo. Strano. Sembrava... imbarazzato.
“Assomiglia più a un corvo!E poi non parla per niente! Che razza di pappagallo è? Non sarà muto?” affermò Akira, guardandolo perplesso.
“FUUUCK! FUUUCK!” imprecò il volatile, guardando torvo il maleducatissimo porcospino.
“NONNO!? - sbottò Sakuragi assolutamente sconvolto – Ma questo impreca!”
“E-ehm... Effettuccio collateraluccio che passerà nel giro di un paio di... settimamesianni...” finse di tossire l'anziano, guardando per terra.
“Tra quanto?!” chiese il suo numero dieci, allibito.
“Va bene, va bene! Spostatevi, gli farò un contro-incantesimo!” disse il mago, procedendo al sortilegio.
In pochi istanti, una luce blu confluì tra i palmi delle sue mani, andando poi a colpire in pieno il pennuto sboccato.
“Fatto! - sorrise Anzai - Ora non vi darà più...”
“STRONZO! STRONZO! FUUUCK! FUUUCK!”
“Nonno, questo continua!...E ha pure allargato il vocabolario...” lo informò il rossino, iniziando a perdere la pazienza.
“Aspetta! - borbottò il mago, richiamando a sé altro potere - Provo a fargli un parziale-contro-incantesimo di...”
“NO! NONNO, FERMATI PRIMA CHE STO COSO INIZI A BESTEMMIARE! - lo pregò Hanamichi, afferrandogli i polsi – Va bene lo stesso.... Ce lo teniamo così, vero Ru?”
“Hn” annuì la volpe, sentendo le avvisaglie di un terribile mal di testa.
“STRONZO! STRONZO!”
“A sòreta, maledetto pennuto sboccato!” sibilò il rossino, guardando storto il maleducatissimo volatile.
Il corvo, ex-pappagallo, sbatté forte le ali, spargendo piume nere ovunque.
“Oh, Kami! E' pure epilettico!” gemette Sakuragi, allarmato.
“Sta ridendo, credo...” borbottò Anzai, lieto che il suo regalo fosse stato così gradito.
Rukawa si domandò seriamente se la stupidità di Sendoh e Mitsui fosse davvero contagiosa o se quello di Anzai fosse semplicemente rincoglionimento senile.
“Ru?” si sentì chiamare da Hanamichi, che lo guardava preoccupato.
Il volpino posò distrattamente lo sguardo sui due gatti, seviziati da quattro poppanti ancora col ciuccio in bocca. “Hn. Animali normali non ne abbiamo!” sentenziò lapidario.
“STRONZO!STRONZO!”
“Hn?!”
“Credo sia il suo modo di ringraziarvi dell'ospitalità!” rise Mito, con le lacrime agli occhi.
“Begli amici che siete!” s'imbronciò il rossino, incrociando le braccia al petto.
“FUUUCK!FUUUCK!”
“Tsk! Per una volta hai ragione, Pennuto!” annuì il Vampiro del Fuoco, trovando pure un nome a quel volgarissimo animale.
La nottata si concluse un paio di ore dopo. Morgana riuscì a fatica a staccare i suoi figli dal dorso dei due gattoni, strappando inavvertitamente ai due poveri animali qualche ciocca di pelo. Tigro e Puma, una volta liberi, fuggirono in mansarda, traumatizzati a vita dal Natale e dai bambini coi capelli rossi.
Lilith e Anzai, accompagnarono a casa la mamma con i quattro pargoli, seguiti poi da Kindra e Arthemius e dai genitori della volpe, che ancora discutevano circa le dinamiche del loro fidanzamento.
Maki e Kiyota si congedarono, allontanandosi mano nella mano, dopo aver rinnovato i loro auguri ai padroni di casa.
Mito si caricò sulla schiena un Hisashi completamente ubriaco, ringraziando il suo migliore amico per la bella serata. Sorridendo divertito, riportò a casa il suo rimbambito consorte che canticchiava strane canzoni stonate inframmezzate da mielose dichiarazioni d'amore tutte per lui.
Jin e Akira baciandosi selvaggiamente contro una delle pareti dell'ingresso, riuscirono a salutare gli amici con un cenno della mano, teletrasportandosi poi a casa loro per continuare i festeggiamenti.
Gli ultimi a congedarsi, furono Shun e Byron. Hanamichi sorrise, notando la naturalezza con la quale il ragazzo dai capelli neri si era appoggiato al suo compagno che gli stringeva delicatamente la vita con un braccio. Nonostante il pessimo gusto in fatto di regali, quei due si volevano davvero molto, molto bene.
Salutati amici e parenti, la casa ritornò alla sua quotidiana semi-tranquillità.
Il rossino si mise a rassettare il salotto, tentando di placare l'agitazione crescente.
“Hn. Do'hao, sistemiamo domani” lo rimproverò il volpino, abbracciandolo da dietro.
“Baka Kitsune! Lo...so...Uffa! Avviati di sopra, io ti raggiungo subito... - balbettò il vampiro, imbarazzatissimo – Quando sarai a letto, spegni la luce e chiudi gli occhi!” aggiunse, fermandolo sulle scale.
“HN?!”
“Fallo e basta!” sibilò, lapidario.
Hanamichi attese che la porta della loro camera fosse chiusa per raggiungere il compagno al piano superiore.
Agitatissimo, corse in bagno a prepararsi. Quello sarebbe stato il suo regalo di Natale per la volpe e desiderava che fosse tutto perfetto e indimenticabile.
“Coraggio, Tensai! Inizia lo spettacolo!” si disse, guardando il proprio viso riflesso allo specchio.
Steso sul letto, completamente nudo, Kaede attendeva impaziente l'arrivo del suo compagno. Il Do'hao stava architettando uno dei suoi folli piani, ne era certo.
Con una punta di curiosità, sentì la porta della camera socchiudersi adagio. Elettrizzato, annusò il dolce profumo della pelle del suo sposo che accarezzò le sue nari con quell'inconfondibile fragranza di miele e vaniglia.
“Chiudi gli occhi!” si sentì ordinare dall'imbarazzatissima voce del rossino.
Sbuffando sonoramente, il vampiro ubbidì.
“Hn?!” domandò stupito Kaede, rendendosi conto che Hanamichi aveva smesso di avvicinarglisi, rimanendo immobile ai piedi del letto.
“Ok. Adesso...Adesso puoi guardare!” sospirò Sakuragi, ben sapendo che, nonostante il buio, entrambi riuscivano a vedere perfettamente.
Rukawa boccheggiò un paio di volte, sollevandosi sui gomiti per poter ammirare ogni centimetro di quella pelle ambrata, gloriosamente nuda, che si lasciava guardare imbarazzata.
Il suo Hana era coperto solo da un boa bianco - preso in soggiorno – e dal cappello di Babbo Natale che Kaede aveva lasciato sul divano.
“Questo è...il mio regalo per te... So che non ami... gli oggetti inutili... Così ho pensato... Ecco... Stanotte ti regalerò me stesso...” concluse in un soffio.
“Mmm... Questa sì che è una tradizione natalizia che apprezzo!” sorrise la bella volpe, tendendogli una mano – Dai, vieni qui!”
“No, Kitsune. Stasera ho altri progetti!” lo informò, sensualissimo con quel sorriso timido e gli occhi lucidi d'imbarazzo.
Rukawa l'osservò salire sul letto a gattoni, rimanendo seduto sulle sue cosce tese. Alla luce argentea della luna, il boa risplendeva come neve, donando al suo Sposo un soave candore angelico che strideva contro il rosso peccaminoso dei suoi capelli e la malizia dei suoi occhi, scuri come braci ardenti.
Senza dire una parola, le belle labbra di Hanamichi iniziarono ad accarezzare il pene del Vampiro del Ghiaccio, dalla radice fino alla punta.
Incoraggiato dai gemiti della volpe, anche la lingua curiosa del giovane rossino volle sperimentare la reale compattezza di quella carne bollente.
Leccò l'orifizio del meato, lasciando cadere un paio di gocce di saliva al suo interno, costringendo Rukawa a inarcarsi ansimando sempre più forte.
Sakuragi passò delicatamente il morbido boa sulla punta di quel sesso umido, che vibrò pericolosamente sotto il suo sguardo estasiato.
Dopo averlo lubrificato con la propria saliva, ancora e ancora, Hanamichi si sollevò sulle braccia, andando a baciare dolcemente le labbra della sua Kitsune, che gli accarezzò il viso, stupito dalla sua audacia.
Hanamichi non gli aveva mai fatto una cosa del genere.
Sorridendogli felice, il rossino raddrizzò la schiena e con un improvviso scatto di reni, si impalò sul membro duro del suo compagno.
“HANA!” gridò questi, sgranando gli occhi chiari, umidi di piacere.
La carne pulsante del suo Sposo, massaggiava la propria, costringendolo a digrignare i denti nel disperato tentativo di non perdere il controllo.
Kaede si accorse dell'espressione sofferente del suo Do'hao e cercò di aiutarlo, posandogli una mano sulla schiena ambrata e l'altra attorno al suo sesso, masturbandolo velocemente.
“Sto.. bene... Ru! - ansimò Hanamichi, sorridendogli mentre gli cingeva il collo con le braccia e avvicinava le labbra carnose all'orecchio volpino – Sculacciami!” gli ordinò, mordendogli il lobo.
“H- HN?!” balbettò la bella volpe, con le pupille dilatate per lo stupore.
“Sculacciami!” ripeté divertito, muovendo il bacino.
Kaede gli diede un piccolo schiaffo su una natica, temendo di fargli troppo male.
“Mmm... Non sai fare di meglio, Kitsune? - lo provocò il Vampiro del Fuoco, divertito – Per l'anno nuovo mi dovrò trovare un altro amante!” scherzò, fintamente preoccupato.
“Do'hao!” sibilò la volpe, schiaffeggiando le sue natiche sode con maggior impeto.
Rassicurato dai gemiti estasiati del suo folle Sposo, lo colpì ancora un paio di volte, prima di vedere Sakuragi inarcarsi e venire violentemente, gridando il suo piacere alla luna.
Le sue convulse contrazioni interne, condussero all'orgasmo anche la volpe, che imbottì di sperma il suo dolce compagno.
Ansimando forte, i sensi ovattati e il cervello in tilt, Hanamichi si rese vagamente conto delle braccia di Kaede che lo aiutavano a sdraiarsi sui letto.
Il Vampiro del Ghiaccio, osservò soddisfatto il rossore sulle gote del suo compagno, i suoi occhi lucidi persi nel piacere appena provato, il respiro deliziosamente ansante e il leggero velo di sudore che gli copriva il corpo, illuminandolo come pregiato marmo alla luce della curiosa luna.
Sorridendo appena, notò il cappellino di Babbo Natale, che il suo tenero Do'hao aveva ancora sulla testa.
Decisamente era stato il miglior Natale della sua vita, rifletté la volpe, accarezzando con il pollice le labbra gonfie e umide del sue Sposo.
Dopo un bacio dolce e riconoscente, il corvino scese con la lingua lungo il suo corpo, andando a recuperare lo sperma ancora caldo del rossino, che colava lungo il ventre ambrato, nutrendosene golosamente.
“Ti...è piaciuto il...regalo?” chiese Sakuragi, mentre accoglieva tra le braccia la sua bella volpe.
“H-Hn” annuì Rukawa, accarezzandogli distrattamente un fianco.
“Grazie, Ru! - sospirò il rossino, posandogli una guancia umida sulla sua – Per la festa. So quanto ti è costato stare in mezzo a quella confusione... senza addormentarti nemmeno una volta!” scherzò, nascondendo la commozione.
“Do'hao!” sorrise Kaede, rimboccando le coperte a entrambi.
“E' davvero incredibile! - sbottò improvvisamente Hanamichi, rivolgendosi più a se stesso che al suo consorte – Fino a quattro anni fa nemmeno ti conoscevo e adesso sei la ragione della mia vita!”
Kaede nascose il viso felicemente imbarazzato contro la spalla del compagno, limitandosi a stringerlo a sé con più veemenza.
In quel bozzolo di caldo amore, si ritrovò a pensare al senso di certe festività. Forse non era importante tanto l'oggetto che si donava e quello che si riceveva... o una portata particolare a cena o il servizio buono di porcellana.
Probabilmente, bastava un camino, un gruppo di amici e un dolce Do'hao che ti ricordava ogni giorno della sua vita, quanto tu fossi unico e speciale... Con un sorriso, un pensiero o una notte di intensa passione.
“Buon Natale, Do'hao!” sorrise, chinandosi a unire le loro labbra in un dolce bacio.
“Buon Natale, Baka Kitsune!” sorrise il rossino, accarezzandoli una candida guancia.
Mentre in soggiorno il camino scoppiettava, un volatile scuro imprecava contro il sole nascente e un capitone, in un punto imprecisato del mare, festeggiava l'anniversario del suo scampato trapasso, i due amanti si addormentarono, l'uno tra le braccia dell'altro.
-OWARI-
Ru: Hai una ficcina anche per il Capodanno? *___* Gj: No, non ho tempo, scusa! ^^'''' Caspita! E' la prima volta che mi chiedi di scriverti qualcosa! Sono commossa! T_____T
Hana: Baka Kitsune! T'ho detto che si dice ' Anno Nuovo'! Non ' Ano Nuovo'!! è___é PORCO! Ru: Non si potrebbe fare uno strappo? *______*
Hana: No, pervertito!E poi, scusa, quale 'Ano Nuovo' vorresti?!Cos'è, non ti basta più il mio? è____é Ru: Do'hao! Il tuo buchino mi piace tanto quanto il canestro! Come puoi dubitarne?! U__U
Gj: Questo sarebbe il massimo del suo romanticismo?! >'°O°'< Hana: Già. Tu hai capito con chi vivo? =__=' Gj: E' addirittura peggio di come lo descrivo io! Sono basita. O__________O
Ru: Do'hao alla seconda!Io sono romantico in camera da letto e tanto basta! U__U Hana: Ma io ti...!!!! è___________é Gj: Hana, ti prego, non rispondergli! O///O''' ...E' Natale! Siamo tutti più buoni...credo... -__-'
Ru: E' vero, Do'hao! Fammi sentire quanto sei buono! *____* Hana: Ma che zozzone che sei! .....Andiamo in camera da letto a festeggiare!!! ^////////^
Gj: Inoue li fa e io li accoppio. -_________-''' Che dire di più?
BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO A TUTTI!!! ^__________^
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