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Konnichi wa,
Watashi no namae wa
Shiwa desu!
Ok, ok… la smetto di
parlare in giapponese…
Cmq, io sono Shiwa,
una a cui piace scrivere molto… e quando dico molto, dico MOLTO…
Spero di farvi
divertire un po’ con le mie fic!!
Note: vi premetto una
cosa, cari lettori! Quando scrivo faccio orrori ortografici, e non errori…
quindi, vi invito a non badarci molto…
In più… se decido di
scrivere una cosa, non guardo in faccia a nessuno! Me essere molto franca e
modesta…indi, spero di non offendere nessuno con le mie idee.
Dediche: ai miei
amici, i quali costringo sempre a leggere le mie storie!
Pg: ma ovviamente
quelli della Kazuya Minekura… la quale ha firmato un contratto in cui mi
affida Homura x l’eternità!!
Kazuya Minekura – sì,
in fronte!! –
Shiwa – a sì? –
Kazuya Minekura – i
personaggi sono i miei, capito?! –
Shiwa – non penso che
li rivorrai, dopo quello che ho in mente di fargli fare!! –
Kazuya Minekura –
vedremo… - è___é
Shiwa – inizia a
leggere, cara mia… - è__é
Non ora
di Shiwa
“sono circa le cinque del
mattino…
stranamente, il cuscino
ha ancora il tuo profumo…
un profumo virile… dolce…
passionale… il profumo del nostro amore…
mi sento un verme…
non sai quanto…
io che ti ho odiato…
che ho cercato invano di
ucciderti per avere il cuore di quella stupida scimmia, mi sono ritrovato a
fare l’amore con te…
già, ieri sera…
è stata una notte
fantastica,
indimenticabile…
ed ho capito, sai?!
Ho capito perché ero
geloso di Goku…
Perché ti ho amato… ti
sto amando… ma tu… non sono certo che mi hai amato ieri sera…
Oppure, sono io, ancora
incredulo per l’accaduto, che voglio cercare di credere che, il tutto, è
accaduto per una stupida sbronza che ci siamo presi?
È stato un gioco,
pericoloso, che ora, ho intenzione di continuare…
Voglio giocare… voglio
giocare con te, occhi suadenti…
Ma ti dirò…
ora che sei mio, non
posso più separarmi da te…
ma sarà meglio che lo
faccia, se non voglio ritrovarmi la tua shoreiju puntata sulla testa…
proprio come in questo
istante!!!”
-
tu!!! Lurido schifoso! Che cazzo
ci fai nel mio letto!!! – Sanzo, che puntava la sua fedele shoreiju alla
tempia di Homura, si svegliò ritrovandosi le braccia di costui intorno al
suo corpo
-
non ricordi niente… Konzen?! –
domandò incerto, il dio della guerra
-
cosa!!! Cosa dovrei
ricordare?!?! –
-
come cosa? – “mi sa che per lui
era la sbronza!!”
-
sì!! Hai capito bene!! Cosa, e
ripeto cosa, dovrei ricordare?!?! –disse in un tono che non prometteva
niente di buono.
-
Aaahhh… - sospirò Homura
abbassando lo sguardo e contemporaneamente, la pistola del bonzo, lontana
dalla sua testa
-
Allora?! Che diavolo ci fai, tu,
qui nel mio letto!! – poi con una mano alzò le lenzuola – cazzo!!! E per di
più anche nudo!! Ma io ti distruggo!!! – disse Sanzo ripuntando la shoreiju
in mezzo agli occhi di Homura, il quale alzò le mani in segno di resa
-
Ehi, ehi, calma! Ma sei proprio
sicuro di non ricordare niente? –
-
CHE CAZZO DOVREI RICORDARE?!?!?!
– urlò Sanzo in preda all’ira più nera
-
Ok, ok, te lo spiego, ma metti
giù sta cosa! – disse Homura abbassando, dalla sua fronte, l’arma del bonzo.
Sanzo ridusse gli occhi ad una fessura
-
Allora?! –
-
Ieri sera… ci siamo incontrati
in questa locanda… tu stavi leggendo il giornale e bevendo una birra… io ero
venuto qui per prendermi il sutra… -
-
Se lo hai preso ti uccido?! –
-
Cosa ho preso?! –
-
Il sutra, chi se no?! Me?! –
-
In un certo senso, più che
prendere il sutra, ho preso te… - disse Homura abbassando improvvisamente lo
sguardo
-
COSAAAAAAAAAAAA?!?! – l’urlo di
Sanzo sfondò quasi le mura
-
Ehi, calma! No vorrai svegliare
tutti i tuoi amici!! – disse Homura tappandogli la bocca
-
E toglimi le mani di dosso,
lurido schifoso!! – disse Sanzo spintonando Homura giù dal letto.
-
Miii, come sei manesco! E io che
sto cercando di spiegarti con calma che io e te abbiamo passato una notte
focosa! – disse Homura massaggiandosi la testa per la botta
-
IO E TE, COSAAAAAAAAAAAAA?!?!
NO-NOTTE FOCOSA??!?!?! SPERO CHE QUESTO SIA UNO SCHERZO, ALTRIMENTI TI
FACCIO VEDERE IO CHE DIO SEI!!! IL DIO DEI MORTI SQUARTATI DISSUANGUATI
SPELLATI VIVI!!! –
-
Ehi, ehi,
Konzen, non esageriamo! E poi non eravamo
neanche tanto coscienti di quello che stavamo facendo! –
-
Che intendi?! Spiegati! –
Homura si risedé sul
letto e si rimise sotto il lenzuolo
-
dunque stavo dicendo che ero
venuto qui, ieri sera, per prendere il sutra… ma non ho voluto attaccarti
poiché eri solo soletto a leggerti il giornale al bar della locanda con una
birra in mano. Così mi sono seduto di fronte a te, e ho incominciato a
prenderti in giro, dicendoti che un bravo bonzo non beve e non fuma… tu mi
hai puntato più volte la shoreiju dicendomi “fatti i cazzi tuoi!”, ma io ho
continuato… alla fine mi hai detto che se non la finivo mi avresti ucciso,
io allora ti ho proposto una sfida: se riuscivi a bere più birra di me, ti
lasciavo in pace, se no, mi prendevo il sutra… -
-
hai preso il sutra?! – chiese
Sanzo
-
no… -
-
allora questo vuol dire che la
gara la ho vinta io! –
-
non è questo il punto, Konzen! –
-
ah, no, e quale sarebbe,
sentiamo!! – lo incitò Sanzo
-
diciamo, che io, non sopportando
la sconfitta, mi sono alzato, sono andato a fianco a te, e ti ho preso il
mento baciandoti e dicendo “dato che non posso avere il sutra avrò te!”, tu
allora mi hai risposto “prima, però, prova a prendermi!” e sei corso in
camera… io ti ho seguito… e… -
-
e?! – Sanzo aspettava la fine
-
ti… ti ho trovato sul letto,
completamente privo di vestiti… e… -
-
e?! – ripeté Sanzo ancora
sull’orlo di una crisi mentale
-
e… beh… è successo quello che
doveva succedere… -
-
no, un momento: è successo
quello che NON DOVEVA succedere!!! –
-
ti vedo più calmo, ora che sai
la verità, Konzen! –
-
hn… è una tua impressione! –
-
allora stai mascherando bene i
tuoi sentimenti con la tua solita maschera di freddezza! Eppure ieri, non mi
parevi poi tanto freddo…. –
-
modera i termini!! Tu non sai
quello che sto provando, e non penso che lo capirai! – disse Sanzo girandosi
dall’altra parte del letto – ora, vestiti e vattene!! – disse con tono
deciso
-
cosa?! –
-
hai sentito?! Ho detto: vestiti
e vattene!!! –
-
no…. Non puoi più dirlo ora… -
sussurrò Homura, al suo orecchio mentre lo abbracciava. A quel gesto Sanzo
scattò rigirandosi
-
VATTENE HOMURA!! NON VOGLIO CHE
NESSUNO TI VEDA, SOPRATTUTTO QUI NEL MIO LETTO!! – i suoi occhi viola erano
freddi, come il più terribile inverno. Homura però, sembrava non demordere
-
Non… non prima di questo, Konzen…
- e atterrando il bonzo sul cuscino, si avventò sulle sue labbra, in un
lunghissimo e (quasi, forse solo per lui) appassionante bacio.
Sanzo si dimenò per i
primi trenta secondi, ma il dio della guerra, gli bloccò i polsi con le
mani. Ormai il biondo si era rassegnato a subire. Anzi…. A cedere… poiché
appena Homura forzò con la sua lingua le sue labbra, il bonzo lasciò che
esse si schiudessero, e lasciassero libero accesso alla lingua di Homura,
che senza aspettare, andò a giocherellare con la sua. Durante il loro lungo
bacio, un rivoletto di saliva scese dalle labbra di Sanzo, ma Homura, non se
lo fece sfuggire e lo raccolse con la sua lingua. Appena il dio della guerra
sentì rilassare le mani del bonzo, e fu sicuro che non avrebbe tentato di
strozzarlo, iniziò ad accarezzargli le spalle… scese sempre più giù,
lisciando tutte le sue braccia, con tocco leggero. Poi spostò una mano sul
suo petto. Pizzicò, leggermente, con l’indice ed il pollice un capezzolo del
compagno, il quale fu scosso da un piacevole brivido eccitante. In quel
momento, però, i polmoni reclamarono aria, e così, i due furono costretti a
separarsi. Sanzo aveva il viso color di un pomodoro, mentre Homura non
riusciva a non trattenere un sorriso sadico sulle labbra.
-
Konzen… non ti facevo così
arrendevole… - ansimò, respirando affannosamente per ispirare più ossigeno
-
Sbagli… Homura… sei tu… che sei…
in… in balia del mio corpo… - costatò Sanzo, con un ghigno sulle labbra,
mentre il petto si alzava e si abbassava spasmodicamente per via della
mancanza d’aria nei polmoni.
-
Allora, siamo stati rapiti dalle
nostre emozioni… - disse Homura accarezzando il viso di Sanzo, e
scansandogli una ciocca di capelli biondi dietro l’orecchio
-
Può darsi… ma mi hai avuto una
volta… ed ora basta…. – si coprì il corpo, con il lenzuolo, il bonzo
-
Sei sicuro di lasciare tutto in
sospeso… eppure prima non mi sembravi così contrariato… -
-
Hn… - Sanzo girò la testa
dall’altra parte
-
Ehi, Konzen… non fare l’offeso…
suddai… se vuoi te lo tiro su io il morale… e non solo quello… -
-
Homura, vattene!! – ripeté Sanzo
in tono lapidario
-
No, che non me ne vado… prima
devo prendere qualcosa che mi spetta di diritto… - e detto ciò, prese la
pistola che Sanzo stava afferrando per sparargli, e la gettò lontano nella
stanza, quasi sotto la finestra.
-
Homura!!! Ma che cazzo – il
bonzo provò a fermarlo, ma un dito del principe della guerra si posò
gentilmente sulle sue labbra
-
Calma… vedrai che sarà come
stanotte… -
-
Homura… - sussurrò Sanzo più a
se stesso che al principe
-
Sarà stupendo… indimenticabile…
- sussurrò il dio, tracciando il contorno delle labbra del bonzo – non
preoccuparti… se mi asseconderai andrà tutto bene! –
-
Liberami, Homura! – disse Sanzo,
mentre si vedeva comparire delle catene sui polsi e sulle caviglie, che
vennero unite, appiccicate, da una forza sconosciuta.
-
Sta calmo, Konzen… ti prometto
che andrà tutto bene! –
-
Maledetto, liberami! – disse
mordendogli quel dito fastidioso che giocava con le sue labbra.
-
Ahia!! – esclamò il dio
ritirando in fretta il dito
-
E questo non è niente, una volta
che sarò libero!! – disse Sanzo, ormai su tutte le furie
-
Non credo, bello mio… - disse
prima di avvicinarsi al biondo per baciarlo, ma costui gli sputò in faccia,
prima che le loro labbra si congiungessero. Homura prese un lembo del
lenzuolo, si pulì, e sorridendo disse - adoro i duri… e in tutti i sensi,
mio caro Konzen!! – e detto ciò si avventò sulle sue labbra, baciandolo di
forza. Purtroppo, come in precedenza, Sanzo non resistette all’assalto della
lingua di Homura, e dischiuse le labbra.
Le mani del dio,
ricominciarono il viaggio alla (ri)scoperta del corpo di Sanzo. Il quale
ormai, non manifestava più molta voglia di controbattere.
Il principe si sistemò
più comodamente sul corpo del Bonzo, gettando da parte il lenzuolo che
limitava il contatto tra i loro corpi. Le loro virilità, una volta, che
Homura fu steso su Sanzo, si strusciarono, provocando nei due ragazzi,
brividi di puro piacere, per tutta la colonna vertebrale.
Homura, con la bocca,
scese a baciare il collo, poi il petto di Sanzo, il quale si morse le labbra
per non gemere.
-
tsk… questa volta non sentirai
neanche un gemito dalla mia bocca… avrai il mio corpo, non la mia anima… -
a quelle parole, Homura
aumentò la pressione delle labbra su un capezzolo, facendolo diventare rosso
per via del bel succhiotto che gli stava facendo. E una volta che lo lasciò
andare, rispose al biondo
-
sbagli… quella già mi
appartiene… e da sempre… - gli soffiò sulla pelle, prima di riprendere a
torturare un altro capezzolo.
Sanzo strinse ancora di
più i denti intorno al labbro inferiore.
“non devo gemere… non
devo… anche se non è poi tanto male, non uscirà neanche uno spiffero d’aria
dalla mia bocca…” pensò Sanzo, mentre la lingua di Homura continuava a
scendere fino all’inguine. “cazzo… ora si mette male!!…
male?! Oddio… non è
proprio l’aggettivo più adatto…
non è male…
non è fatto male…
è quasi… quasi… non so…
è dolce…
sì… è dolce, ma non solo…
Homura è…. È…
Passionale?!
No… cioè, anche… ma non
solo…
È…
È fantastico… stupendo…
È…”
-
mmmmhhh… - Sanzo resistette
dalla tentazione di gemere o di urlare, mentre sentiva Homura accarezzare
con la sua lingua, la sua virilità.
“porco due!!
Per tutti gli dei!!
Mancava poco, che, oltre
a venire, non urlavo dal piacere!!
Mi devo concentrare… non
gli darò questa soddisfazione…
Non ora!
Non ora, che… Mmmmhhhh….
Non ora, che la sua
lingua è così calda e morbida…
Non ora, che un suo dito
ha chiesto il permesso di entrare nella mia bocca…
Non ora, che la mia bocca
succhia avidamente il suo indice…
Non ora, che sto per
venire…
Non… - uhmmmmmmmmmmmmmm…
-
?!?
Cazzo!!!
Sono venuto… porca la
vacca…
e… e ho pure emesso un
gemito!!
NOOO!!!! ORA CHE NE SARà
DELLA MIA REPUTAZIONE DA DURO?!
Di duro, qui, non è
rimasto niente, in tutti i sensi…
Anzi, qualcosa è rimasto…
ed appartiene ad Homura…
Ma porca!!!”
-
beh… un passo avanti! – disse il
dio della guerra, risalendo dal corpo di Sanzo, e arrivando a guardarlo in
faccia – en beh?! Che è quell’espressione rossa come un pomodoro, e ammusata
come un mastino napoletano?! Non dirmi che non ti è piaciuto?! Perché si dia
il caso che mi ci sia abbastanza impegnato! – fece il finto offeso Homura
-
tsk… - “non ho parole… NON HO
PAROLE!! Vi giuro… è così vergognosa questa mia figura!!”
-
allora?! È stato così
terrificante?! –
“sì!!! Sì!!! SÌ!!!” – no…
- “ehi!! Ma perché non ho collegato il cervello prima di parlare?!”
-
bene… allora, non sai cosa ti
aspetta! –
-
so benissimo cosa mi aspetta!! –
“e porca vacca se non lo so!!”
-
no… non sarà come ieri sera…
sarà indimenticabile! – sussurrò Homura nell’orecchio di Sanzo, mentre si
accingeva a leccarlo
-
stupido… quando ti deciderai a
lasciarmi in pace?! – sussurrò Sanzo, che aveva ritrovato un po’ di
selfcontrol.
-
Oh, non preoccuparti… - soffio
il dio, sulle sue labbra – dopo quello che accadrà fra poco, mi supplicherai
di non lasciarti più in pace! – e lo baciò, ma stavolta con più passione di
prima, con più impeto, più possessività.
Una mano del dio della
guerra si andò ad insinuare tra i glutei di Sanzo. Stuzzicò un po’
l’apertura, per poi penetrarla con un dito. A quel gesto Sanzo si irrigidì,
ma i baci di Homura ebbero il potere di nascondere il fastidio di un secondo
dito che lo penetrava. Al terzo, Sanzo strizzò gli occhi, già chiusi, come
se qualcosa gli desse abbastanza fastidio. Ma quella stupida sensazione
passò subito, come aveva prontamente pensato Homura. Quest’ultimo stava
aspettando un segnale dal corpo dell’amante, che gli desse il segno di
procedere oltre. Questo segno non tardò ad arrivare; infatti, Sanzo, in un
momento di estasi, si spinse contro le dita di Homura.
“perfetto… adesso
passiamo alla parte più piacevole ed appagante!” pensò il dio della guerra,
estraendo le dita dal corpo del compagno
-
uhmmm… - mugolò Sanzo di
frustrazione
-
che hai, che ti lamenti?! –
-
sei… sei… sei un bastardo,
Homuraaaaaaaaa… - riuscì a dire, il quasi senza voce, Sanzo, tra gli ansimi
-
oh, sì, che lo sono! Ma, in caso
tu non lo sapessi, sono anche un gran trombatore, oltre che bastardo!! –
disse Homura, mentre divaricava le gambe del bonzo
-
hmmm… lo so… a voglia che lo so…
-
-
bene… meglio per te… - affermò
il dio prendendo Sanzo con una sola e fluida spinta
-
aaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhh… -
sospirò Sanzo
-
non avevi detto che non mi
avresti regalato neanche un gemito? –
-
uhmmm… sta… sta zitto… -
-
non darmi ordini Konzen!! –
disse Homura assestando la prima spinta
-
figlio di puttana… - ansimò
Sanzo – impara a stare zitto, e a scoparmi di più!! –
-
che frase delicata, Konzen! Come
mai tutto questo bon ton? –
-
scopami, ho detto!!! – urlò
Sanzo, per poi sussurrate – ti prego… Homura… -
-
credo proprio che ti darò
ascolto! –
E così, Homura iniziò con
più vigore l’amplesso. Poco prima di venire, ognuno dei due invocò il nome
dell’altro
-
Homuraaaa…. –
-
Sanzoooo… -
Ed infine crollarono in
un sonno profondo.
Il primo a svegliarsi,
dopo circa due orette di sonno fu Homura. Quando aprì gli occhi, si ritrovò
steso sul petto di Sanzo, che ancora ronficchiava beatamente, ignaro dello
sguardo allupato che gli stava lanciando il dio.
“devono essere le otto di
mattina…” pensò il principe della guerra, guardando fuori dalla finestra.
Poi allungò la mano per prendere un orologio sul comodino “e di fatto sono
le otto e un quarto…”
-
mmmh… - Sanzo mugugnò qualcosa
nel sonno, girandosi dall’altra parte.
Homura sorrise
accarezzandogli il viso, e gli depositò un lieve bacio sulle labbra – è ora
di andare per me… Zenon e Shien, non vedendomi tornare, potrebbero venire a
cercarmi?! E quale peggiore figura che farsi trovare nel letto, o meglio, a
letto col nemico?! – parlò tra se e se il dio, mentre si rivestiva.
Mentre si poggiava il suo
lungo mantello rosso e viola sulle spalle, diede un occhiata sul comodino
accanto a Sanzo – il sutra… - sussurrò avvicinandosi e prendendolo in mano –
no… non posso farlo… dovrò guadagnarmelo lealmente… - e detto ciò lo risposò
sul comodino.
Poi ridiede un occhiata
veloce a Sanzo, e notò che ancora portava le catene, che gli aveva creato
prima di fare l’amore. Lui stesso sussultò al suono di quella parola.
“fare l’amore… più che
altro lo ho costretto…
basta guardare quelle
catene!
Meglio farle sparire” e
con uno schiocco di dita del dio, esse scomparvero dai polsi del bonzo.
“fare l’amore eh?! Lo sarebbe stato davvero se anche Sanzo mi amasse… è
stata solo una notte di sesso, e una mattina tale e quale!
Dovrò cercare di
dimenticare al più presto questa storia!!
Io sono Homura, il dio
della guerra!
Non un semplice essere
umano che può avere la possibilità di amare quella bella creatura dagli
color dell’ametista, e dai capelli color dell’oro…
Sei un gioiello, Sanzo…
Il mio gioiello…
Peccato che io non possa
avere una cassaforte dove metterti…”
E pensato questo, sparì
nel nulla.
Circa mezzora dopo,
Sanzo si destò dal sonno
-
ma che cazzo… - aprì gli occhi,
ma li richiuse poiché una luce troppo forte, proveniente dalla finestra, lo
ferì – ma che diavolo di ore sono?! – disse girandosi nel letto e afferrando
l’orologio sul comodino – oh, merda! Ma sono le nove!! brutto porco di
Homura, io… io… - la voce gli morì in gola, quando girandosi per vedere se
era ancora nel letto, non lo trovò – ma dove cazzo sei andato, ora!! Dopo
che mi hai sconvolto la giornata?!?! – il bonzo stava deliberatamente dando
i numeri, poi si rigirò di scatto, e prese dal comodino il sutra,
portandoselo al petto – fortuna che c’è ancora… nella fretta di vestirsi se
lo sarà scordato -.
Ma mentre lo riponeva sul
comodino, dal sutra cadde un foglio per terra.
-
che cazzo è?! Un foglio?! –
Sanzo si sporse dal letto per afferrare il foglio – una lettera?! – si
chiese in credulo, rigirandola fra le mani – e di chi è? Qui c’è scritto…
oddio! Homura!! –
Sanzo,
non me ne volere, ti prego… io… io non lo so cosa mi è preso…
o forse lo so, ma non voglio ammetterlo a me stesso…
ti prego di dimenticare tutto… perdonami…
il sutra, come puoi vedere, non lo ho preso. Mi pareva più
giusto conquistarmelo con lealtà in un vero combattimento.
Forse è vero, Anata o ai shiteru yo
Homura
P.S.: che strana questa situazione vero?! Io che mi ritrovo a
supplicarti di perdonarti, io che ti chiedo il perdono… che buffo… pensare
che sono io un dio! Il dio della guerra… sono sceso molto in basso, si
vede?! Ho forse mi sono solo innamorato…
...I keep on falling in love with you…
-
ci mancava solo che scrivesse in
inglese, ora!! – imprecò Sanzo, mentre tentava di prendere una decisione.
Mentre tentava di capire di cosa ne doveva fare delle nuovi emozioni e
sentimenti che lo stavano travolgendo.
Un bussare deciso alla
porta, però, lo riscosse dai suoi pensieri
-
ehi, Sanzo, sono Goyjo, tutto
bene?! Com’è ancora non ti alzi?! Posso entrare?! –
-
non ora!!! – rispose secco Sanzo
– ehm… stavo facendo la doccia, sono gnudo!! – che poi, neanche era una
balla, il suo corpo era coperto solo dal lenzuolo.
-
Allora muoviti, qui Goku a fame,
se non ci sbrighiamo, la colazione chiude, e noi ci attacchiamo, mentre Goku
ci sbrana vivi!! –
-
Ok, ok, arrivo!! –
Si alzò tirandosi a dosso
il lenzuolo, poiché faceva freddo, e poi poggiò la lettera sul comodino
“che faccio?! Devo
prendere una decisione!!” pensò Sanzo, ma la sua coscienza parlo per se “non
ora, Genjo Sanzo Hoshi, non ora… ragiona quando sari più calmo!”
-
già… non ora!! – si ripeté come
un mantra il bonzo, andando in bagno.
Owari
Shiwa – en beh? – me lo
lasci Homura? –
Kazuya Minekura - … -
sconvolta
Shiwa – e non è niente!!
–
Un consiglio… non
tiratemi la verdura, non mi piace… ma adoro la frutta!! ^__^
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